Vidal: singolare maglia con dedica a Corvino

Pantaleo Corvino, direttore sportivo del Bologna, torna a Firenze da avversario: dopo aver trascorso sette anni in maglia viola, il dirigente che ha portato alla Fiorentina fior fior di giocatori, ricorda alcuni aneddoti del suo passato. E lo fa nel corso di un’intervista rilasciata alla ‘Gazzetta dello Sport’, durante la quale spunta anche un aneddoto relativo ad Arturo Vidal, ex centrocampista cileno della Juventus ora al Bayern Monaco. Prima di tutto, però, Corvino vuole ricordare qualche calciatore che è arrivato alla Fiorentina durante la sua gestione del mercato:

"Non siamo stati capaci di gestire un parco attaccanti con Gilardino, Mutu, Pazzini, Osvaldo e Jovetic. Ne abbiamo ceduti due, Osvaldo e Pazzini, per prendere un paio “più disponibili” come Keirrison e Bonazzoli. E non dovevo privarmi di Dainelli, un leader a cui ero e sono affezionato. Invece avremmo dovuto vendere Mutu alla Roma per 19 milioni e 750 mila euro. C’erano già le mail scambiate. Era estate, eravamo nel Mugello, quando la partenza di Adrian venne bloccata - ricorda - me ne andai dal ritiro e tornai a casa. Mi chiamò Diego Della Valle per calmarmi e confortarmi".

Pantaleo Corvino

Tra i più grandi rimpianti di Corvino, c’è il mancato acquisto di Arturo Vidal, che fu vicinissimo alla firma, ma poi non se ne fece nulla. Il diesse del Bologna, anche in quella occasione ci aveva visto giusto: il cileno da lì a qualche anno sarebbe diventato uno dei più forti centrocampisti al mondo.

"Arturo Vidal venne fino a casa mia ma alla fine l'affare saltò. Quando è andato al Bayern ha rincarato la dose. Da Pulgar, con cui condivide il manager, mi ha fatto avere una maglia della nuova squadra con dedica speciale: A un coglione che si è fatto convincere a non prendermi".

Probabilmente, furono le relazioni in merito alle intemperanze di Vidal a far saltare l’affare, fatto sta che rimarrà per sempre uno dei più grandi rimpianti per Corvino e la stessa Fiorentina. In ogni caso, l’avventura a Firenze è stata importante sia dal punto di vista sportivo, sia umano:

"Sette anni intensi rafforzano un rapporto professionale e umano proseguito anche dopo. Abbiamo ottenuto risultati straordinari. Con i Della Valle, Cognigni e Mencucci c’è stato un lavoro comune".

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