Conte: "Non avrei sopportato altri 2 anni di garage"

Antonio Conte, ct della nazionale italiana di calcio, ha parlato oggi in conferenza stampa da Coverciano. Gli azzurri si sono ritrovati per preparare le due amichevoli di lusso contro Spagna e Germania, in programma nei prossimi giorni. Nell’incontro con i giornalisti, però, Conte è stato costretto a parlare, prima di tutto, del suo futuro: dopo gli Europei lascerà la panchina dell’Italia per trasferirsi al Chelsea. La decisione è già stata comunicata al presidente federale, Carlo Tavecchio, nei giorni scorsi:

"Mi era stato chiesto di fare chiarezza sulla mia posizione - ha detto il ct - visto che il mio contratto sarebbe scaduto dopo gli Europei. Ci ho pensato e ho ponderato la decisione e quando non ho avuto più dubbi l'ho comunicato al presidente, a colui che mi ha scelto e mi ha voluto qui. Cosa mi intriga dell’Inghilterra? In questo momento non mi intriga nulla. Sono l'allenatore della Nazionale e questa esperienza mi ha insegnato tanto. Un'esperienza fantastica, straordinaria, ho sempre invidiato gli allenatori che hanno disputato Mondiali ed Europei".

Negli ultimi mesi ci sono state diverse diatribe tra la nazionale e la Lega Calcio e per qualcuno, il trasferimento in Inghilterra di Conte potrebbe essere un addio piuttosto che un arrivederci:

"Non è assolutamente un addio al calcio italiano dove sono cresciuto - smentisce il tecnico leccese - . Valuterò in futuro cosa fare. Ci sono situazioni in cui si è incudine o martello: in questo momento siamo incudine. E' il ruolo del commissario tecnico, lo è stato Prandelli e lo sarà anche il mio successore. Me ne farò una ragione. Dopo il Mondiale c'erano tanti buoni propositi, ma poi si è fatta marcia indietro come i gamberi. Il mio riferimento rimane il mio presidente. Quello che mi è dispiaciuto in questi due anni è vedere che una cosa andava fatta per o contro Antonio Conte e non per la Nazionale che è di tutti".

Antonio Conte - Italia

Nonostante si conosca già il suo futuro, Conte promette massimo impegno in vista degli Europei:

"Io mi sento con tanta voglia di lavorare. Mi eccita - continia - che abbiamo questo appuntamento a giugno, sono bello carico per lavorare sotto tutti i punti di vista. Sono esperienze che ti capitano una volta nella vita, sento grande responsabilità, ma ho grande voglia di lavorare con questi ragazzi. Sappiamo che ci sono altre nazionali che possono essere più forti di noi, ma con il lavoro ed essere squadra possiamo colmare questi gap che ci sono".

Chi siederà sulla panchina della nazionale - e Tavecchio lascia intendere che sarà un allenatore già in federazione (Di Biagio?) - secondo Conte raccoglierà una buona eredità:

"Abbiamo lavorato molto sulla maglia azzurra, sulla necessità del ritorno di quella voglia a indossare questa gloriosa maglia. Abbiamo lavorato tanto su questo, con risultati. Abbiamo ritrovato valori importanti che nell'ultimo periodo si erano un po' persi. C'è un gruppo di calciatori che sta crescendo e che può fare molto bene. Anche il settore giovanili negli ultimi 6 anni, i 4 di Sacchi e i miei due, ha fatto passi da gigante. Il lavoro c'è ed è sotto gli occhi di tutti".

Prima dell’Europe, però, c’è ancora tempo per l’ennesima diatriba tra Conte e la Lega: se non sarà anticipata la finale di Coppa Italia, per il CT saranno seri problemi. Il calendario è però molto fitto e visto che la Juventus si giocherà il campionato con il Napoli fino all’ultima giornata, non ci starà sicuramente al cambio di data:

"Se ho deciso la data del ritiro? Non ancora, perché spero che si possa cambiare ancora. Avevo messo in preventivo di dare una settimana di stop ai calciatori, per avere giocatori più brillanti dopo una stagione intensa. Se la finale di Coppa Italia rimarrà il 21 dovremo fare delle riflessioni. Quando ho deciso l’addio? La qualificazione agli Europei mi ha riempito d'orgoglio e lì ho cominciato a valutare. Poi sono stato altri 4 mesi senza fare niente e pensare che ci sarebbero stati altri due anni così sarebbe stato davvero difficile rimanere ancora in garage. Chelsea parola tabù? No, posso pronunciarla, come quella di altri club italiani. Una parte del mio cuore fa fatica ad accettare questa decisione. Vediamo il futuro cosa mi riserverà di bello se all'estero o in Italia. La volontà è tornare ad allenare un club, lasciare il garage. La decisione che ho preso finora è quella di non essere più il ct nei prossimi due anni. Cosa penso del calcio inglese? Penso che anche la Nazionale inglese sia molto forte, ha vinto tutte le gare di qualificazione. Il calcio inglese è molto ambito da calciatori e allenatori, è un campionato molto interessante. Il campionato inglese e spagnolo sono molto interessanti. Per adesso ho solo allenato in Italia e non ho mai nascosto la mia voglia di confrontarmi in futuro con altri paesi. Non so quando, ma prima o poi accadrà".

Quanto ai prossimi impegni amichevoli (la prima contro la Spagna), Conte si aspetta molto: vuole capire a che punto sia il gruppo e soprattutto valutare alcune questioni legate ai singoli. Pirlo non è stato convocato, ad esempio, ma c’è Bernardeschi:

"E' un test molto probante e significativo. La Spagna ha grande qualità, viene da vittorie su vittorie e ha fallito l'ultimo Mondiale uscendo al primo turno come l'Italia. Con la Germania è tra le favorite dell'Europeo. Pirlo? Con Andrea non mi sono sentito per telefono, tra noi due c'è grande stima e non c'è bisogno di sentirsi al telefono. Sto facendo delle valutazioni in questo doppio match e a due mesi dagli Europei voglio sentire cosa mi dice il campionato e ci sono calciatori che hanno le caratteristiche per entrare in questo gruppo. Cerco dei calciatori eclettici, che non giochino solo in un ruolo. Vogliono testare se anche elementi come Thiago Motta possono entrare a far parte di questo gruppo. Bernardeschi è qui perché è una voce che arriva dal campionato, un po' come Jorginho. E' qui per merito, non c'è nessun premio. E' qui perché voglio testarlo per capire se può essere utile già nel presente, mentre non ho dubbio che lo sarà in futuro. E' qui perché sta facendo un grande campionato - conclude - , sa sacrificarsi".

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