"È violento e pericoloso". Il racconto che scuote la Ligue 1

Il racconto di Miriam

Questa mattina il quotidiano sportivo 'L'Équipe' ha pubblicato un'intervista scioccante, rilasciata dall'ex moglie di un calciatore della Ligue 1. La donna ha preferito restare anonima, inducendo i due intervistatori ad assegnarle un nome di fantasia: Miriam. La scelta di contattare il giornale è figlia di un timore profondo e fondato: "Vi ho contattati perché ho paura che possa uccidere qualcuno".

Miriam ha infatti scoperto che il suo ex marito ha iniziato a picchiare anche la sua nuova compagna, attualmente incinta di lui, che ogni volta si rifugia a casa del suocero alla ricerca di protezione. L'ex moglie di questo calciatore, rinominato 'Monsieur' per celare la sua identità, ha raccontato di averlo conosciuto nella sua città natale, in Africa, dove l'uomo si trovava per giocare una partita con la sua Nazionale. Tra i due l'amore è scoppiato subito: "Mi chiese di andare a vivere in Francia con lui, si occupò dei documenti e andammo a vivere insieme".

Subito dopo l'inizio della loro relazione, il comportamento di 'Monsieur' è cambiato: "Iniziò a picchiarmi. Era molto geloso e cambiava umore da un momento all'altro. Ogni scusa era buona per picchiarmi. Non si trattava di schiaffetti ma di pugni alla pancia, sul viso, ovunque. dipendevo da lui economicamente, non voleva che lavorassi. Ogni volta che le mie amiche mi chiamavano per uscire pensava che volessero presentarmi dei ragazzi. Era paranoico, ero rimasta senza amiche. Una volta mi slacciò la cintura di sicurezza in una strada piena di curve e iniziò ad accelerare a 200 all'ora".

"Ho subito così tante cose che mi rendo conto solo ora che ho rischiato di morire" ammette adesso la donna. "Quando mi vedeva piangere dopo che mi aveva picchiata si avvicinava, mi chiedeva scusa e poi mi costringeva a fare l'amore. Cercavo di oppormi, ma credo che questo lo eccitasse. Quando finiva, io restavo a piangere in un angolo".

Miriam ha spiegato di non averlo denunciato perché era "molto innamorata" e voleva "proteggerlo, lui e il suo calcio". La donna ha ancora trovato il coraggio per raccontare questa storia davanti ad un giudice; prova molta paura per sé stessa e per suo figlio perché "lui è davvero pericoloso".

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