Nissan, UEFA Tour a Torino: intervista a Gianluca Vialli - VIDEO

"Indubbiamente con Cristiano la Juve ha compiuto un ulteriore salto di qualità e acquisito ancor più autostima e certezze"

Gianluca Vialli e la Champions League. L’abbinamento provocherà certamente qualche brivido sulla schiena di tutti i tifosi juventini, ansiosi da oltre vent’anni di poter rivedere un altro capitano alzare al cielo la coppa più ambita.

L’ex centravanti bianconero è in questi giorni ospite d’onore e ambasciatore della città di Torino, tappa intermedia del UEFA Champions League Trophy Tour organizzato da Nissan. All’interno dell’innovativo e perfettamente allestito Nissan Football Lab, gli appassionati hanno potuto ammirare da vicino il trofeo, pur senza poterlo logicamente sfiorare, insieme a cimeli vari che hanno segnato la storia della più importante competizione europea per club.

E per i più tempestivi e fortunati, anche l’occasione di strappare una foto o un autografo al campione, perfettamente a suo agio nelle vesti di padrone di casa da torinese ad honorem qual è:

«Sono molto legato alla città, ho ancora parecchi amici ed è sempre un piacere essere qui. E quando la Coppa arriva a Torino faccio di tutto per esserci, anche perché vederla dal vivo mi emoziona sempre moltissimo»

Inevitabile, però, far scivolare il discorso sull’attualità di una Champions League che sta riscoprendo le squadre italiane ai vertici per rendimento e risultati, a cominciare da una Juventus che sta dimostrando forza e sicurezza in ogni apparizione:

«Indubbiamente con Cristiano la Juve ha compiuto un ulteriore salto di qualità e acquisito ancor più autostima e certezze. In un certo senso ha minato anche le convinzioni delle avversarie che ora si sentono inferiori, insomma, ci sono tutti i presupposti per una grande Champions. Anche la Roma mi sta piacendo, più adatta all’Europa che all’Italia perché l’atteggiamento aperto delle rivali le permettono di organizzare il suo efficacissimo pressing. All’Inter manca invece ancora continuità nella competizione, le sconfitte come quella di Barcellona aiutano però a crescere e deve proseguire a piccoli passi, mentre il Napoli è maturato in autorevolezza e sa imporre gioco e qualità grazie alle idee di Ancelotti, bravissimo a rigenerare testa e gambe dei giocatori. Le avversarie più pericolose? Sicuramente il Manchester City con il suo sublime centrocampo e il Barcellona di Leo Messi, il quale credo abbia particolare voglia di riemergere in questa stagione».

A cura di Sandro Dall’Agnol

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