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Tiago dice addio alla nazionale: "Spazio ai giovani"

pubblicato da Skalka

tiago

Con una lettera indirizzata al presidente della Federcalcio portoghese (Fpf), il centrocampista Tiago ha annunciato il suo addio alla nazionale. Il giocatore, attualmente in forza all’Atletico Madrid ma ancora di proprietà della Juventus, ha deciso di abbandonare la selezione lusitana ad appena 29 anni, un scelta dettata da motivi personali non meglio specificati, ma anche dalla voglia di lasciare spazio alle nuove generazioni. La sua è solo l’ultima di una lunga serie di defezioni in questi ultimi mesi, a inaugurare la tendenza ci aveva pensato Deco, seguito poi da Simao, PauloFerreira e Miguel.

Il presidente federale Gilberto Madail, attraverso il sito ufficiale della Fpf, ha dichiarato di rispettare la sua scelta pur restandone molto rammaricato: “Tiago ha contribuito con il suo talento ad uno dei migliori periodi di sempre del Portogallo. Oltre alle sue prestazioni, sono stato testimone della correttezza e delle gentilezza che ha sempre avuto con i compagni con lo staff. Credo abbia ancora molto da dare al calcio e per questo mi dispiace per la sua decisione anche se rispetto le sue ragioni. Auguro a lui il meglio personalmente e professionalmente, lo ringrazio per le belle parole della sua lettera d’addio”.

Tiago nella missiva aveva espresso il suo orgoglio per aver rappresentato il suo paese, ha poi ricordato il suo esordio, avvenuto il 20 novembre 2002 in amichevole contro la Scozia, come uno dei momenti più emozionanti della sua vita. Da quella partita il centrocampista ha collezionato 58 presenze, riuscendo a realizzare anche 3 reti, due delle quali nell’ultimo mondiale in occasione della partita vinta dal Portogallo per 7-0 contro la Corea del Nord. L’ultima volta è sceso in campo lo scorso ottobre contro l’Islanda, i lusitani si imposero nella sfida di qualificazione ai prossimi europei per 3-1.

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Portogallo - Brasile 0-0: reti bianche a Durban, passano entrambe come da pronostico

pubblicato da vieni_127


Gruppo G, quello meno incerto degli otto: Brasile e Portogallo dopo le precedenti due uscite giocavano solo per definire la loro posizione, chi sarebbe arrivato primo e chi secondo; ai lusitani occorreva vincere per scavalcare i cugini sudamericani, alla fine ne esce fuori un pareggio senza gol che qualifica i verdeoro in vetta al raggruppamento con sette punti e gli europei dietro con punti cinque. Secondo pari per 0-0 per Cristiano Ronaldo e compagni che confermano di avere una difesa più che buona e un cinismo, marchio di fabbrica della gestione Queiroz, che non ricordavamo appartenere a questa selezione. Il Brasile si conferma squadra solida, poca samba e molto pragmatismo.

I due tecnici, a dire il vero, hanno messo in campo undici competitivi e le squadre sul terreno di gioco hanno cercato di vincere; la Seleçao con un possesso palla tanto arzigogolato quanto, in molte occasioni, sterile, il Portogallo affidandosi alla velocità di capitan Ronaldo e all’ottima verve dei vari Danny, Raul Meireles e Tiago, anche oggi positivo. Primo tempo nervoso, un sacco di cartellini gialli e occasioni vere alla spicciolata: è il Brasile la squadra più pericolosa con Nilmar (palo) e Dani Alves, mira poco precisa e comunque non tantissimo lavoro per Eduardo. Nella ripresa invece nettamente più Portogallo, con Meireles che ha avuto sui piedi la palla più ghiotta per segnare. Sul finale grande Eduardo su un tiro di Ramires deviato.


Le migliori foto di Portogallo - Brasile 0-0
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Juve ti amo, Juve ti odio: chi vuole restare, chi non vuole tornare

pubblicato da vieni_127


C’era una volta la Juventus, punto di arrivo e mai sia dire che fosse invece di partenza, gloriosa casacca a striscie bianco e nere, con l’Avvocato che a Villar Perosa teneva a battesimo i nuovi arrivati con una battuta delle sue, condita dall’inconfondibile erre moscia. Dopo il terremoto del 2006, macerie dappertutto, una difficile ricostruzione e l’appeal scaduto all’improvviso, come se bastasse un sisma per cancellare lo charme di città come Roma o Venezia. Bene, a distanza di quattro anni da quella piccola grande tragedia sportiva a tinte zebrate, lo scenario non è più apocalittico come allora ma siamo comunque in una fase di stallo, con gru e cantieri aperti, con i giocatori che elmetto in testa non mollano e subiscono ancora il fascino della Vecchia Signora e altri che invece le voltano le spalle come fosse la prima arrivata.

C’è chi vuole rimanere e pare la tenga a cuore (i vari Buffon, Del Piero e Trezeguet non fanno testo, loro sono gli eroi, come i pompieri dell’undici settembre che entrarono nelle Torri Gemelle che potevano crollare da un momento all’altro), chi invece la ripudiano; ieri Tiago ha scomodato l’imponderabile andando a segno per ben due volte in una partita dei Mondiali e, raggiante, a fine partita ha ribadito che lui vuole rimanere all’Atletico Madrid: “Voglio restare in Spagna, mi sono trovato benissimo. So che l’Atletico Madrid parla con la Juventus, spero che il mio futuro sia ancora là. In Serie A il mio calcio non funziona. Io gioco per costruire, l’unica preoccupazione in Italia è fermare gli altri per lanciare l’attaccante. Non sono stato bene e non ho avuto il tempo di mostrare il mio valore“.


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Mondiali 2010, completata la seconda giornata: il punto

pubblicato da vieni_127


Altre sedici partite e finalmente qualcosa di buono si è visto; dopo la prima e alquanto deludente giornata di questi primi Mondiali africani, dopo i secondi 90 minuti per le 32 compagini impegnate lo spettacolo è iniziato a venir fuori e con esso numeri, statistiche e verdetti che riempono le pagine dei giornali e le bocche dei clienti mattutini dei bar. Iniziamo dalle cosiddette sentenze, quelle inappellabili: Olanda e Brasile sono le due uniche squadre ufficialmente qualificate per il prossimo turno, un piede e tre quarti anche per Argentina e Portogallo, non appare difficile completare l’opera per il Paraguay, il Messico e l’Uruguay. Fuori invece in maniera definitiva solo Camerun e Corea del Nord, praticamente in “stato vegetativo” alcune selezioni come Honduras, Costa d’Avorio e Australia.

Quarantadue i gol segnati nella seconda tornata, quasi il doppio della prima, più tiri, più azioni spettacolari, i cannonieri si sono svegliati: doppiette per i vari attaccanti della Liga, da Villa a Forlan fino a Fabiano, per non parlare di un altro aspirante pichichi come Higuain addirittura di tripletta contro la Corea del Sud. Due le reti anche per Tiago, Gyan ed Elano. Imbattute le difese di Uruguay, Cile, Portogallo e Olanda, polveri ancora bagnate per Francia, Honduras e Algeria. Diverse le partite divertenti negli ultimi sei giorni: roboante il 7-0 del Portogallo alla povera Corea del Nord, spettacolare il 2-1 di forza della Danimarca ai danni del Camerun, ma godibile anche il 3-1 brasiliano contro gli elefanti ivoriani e il 4-1 argentino ai danni della Corea del Sud.

Tante le espulsioni, qualche rigore, la Fifa ha comunque asserito che fino ad oggi gli arbitri impegnati nella rassegna se la stanno cavando bene: di certo il gol annullato ad Adu sul finire di Stati Uniti - Slovenia 2-2 (sarebbe stata la rete della vittoria per gli americani) è stato incredibile (nessuno sa cosa è successo), così come non è sembrato uniforme il giudizio a seconda della nazionalità delle giacchette nere: l’arabico arbitro di Cile - Svizzera è stato severissimo, il guatemalteco di Italia - Nuova Zelanda fin troppo indulgente nei confronti di Fallon e dei suoi gomiti larghi. E ora una breve dissertazione sulle compagini che fin qui hanno deluso, e non poco, e quelle che invece hanno sorpreso alla luce dei 180 minuti giocati.


Le Foto delle Sexy Tifose di Sudafrica 2010
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Mondiali maledetti, anche il Portogallo fa i conti con gli infortuni: fuori Nani

pubblicato da vieni_127


La lista degli infortunati eccellenti si fa sempre più larga e questo sicuramente non è un bene per gli imminenti Mondiali sudafricani: dopo le defezioni di lungo corso inerenti i vari Ballack, Essien e Beckham, durante la preparazione per la rassegna iridata anche Ferdinand, Drogba, Pirlo e Mikel hanno alzato bandiera bianca, sebbene alcuni di loro cercheranno di recuperare almeno per la terza partita del girone (al pari del bomber cileno Humberto Suazo). Bene, oggi nuova tegola, questa volta per il Portogallo che perde la stella del Manchester United Nani, attaccante versatile che si è infortunato in allenamento.

Il suo acciacco alla clavicola non è notizia da ultima ora, se l’era procurato qualche giorno fa, ma la prognosi era incerta e i sanitari lusitani avevano chiesto tempo per cercare di recuperare il talentuoso giocatore; oggi però l’ultimo test prima dell’ok definitivo ha dato esiti negativi e il ct del Portogallo Carlos Queiroz si è visto costretto a salutare la punta. Al suo posto un debuttante assoluto, il centrocampista 25enne del Benfica Ruben Amorim, fresco di titolo nel campionato portoghese. Simile a Tiago per caratteristiche tecniche, ma forse ancor più versatile, di certo non è un giocatore che assomiglia a Nani la cui perdita è dunque molto grave.

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Mondiali 2010 - La scheda del Portogallo

pubblicato da vieni_127


A parte i fasti degli anni ‘60 con Eusebio e una deludente apparizione in Messico nell’86, forse non tutti sanno che il Portogallo è appena alla quinta partecipazione a una fase finale dei Mondiali, la terza di fila. Negli ultimi anni questa squadra è cresciuta molto e nonostante il calcio lusitano sia segnato da un marchio inconfondibile di chilometrico possesso palla senza guizzi capaci di andare a rete, le ultime prove di questa Nazionale sono state più che soddisfacenti. A parte la finale persa agli Europei casalinghi del 2004, anche agli scorsi Mondiali tedeschi questa selezione riuscì ad arrivare fino alla semifinale, poi persa contro la bestia nera Francia, capace di eliminare il Portogallo sempre in semifinale anche agli Europei del 2000. Quest’anno l’obiettivo è fare bene, sognare in grande e sorprendere tutti come già accaduto meno di un lustro fa.

L’allenatore è un portoghese nato in Mozambico, un 57enne che dopo aver girato il mondo tra Stati Uniti, Giappone ed Emirati Arabi Uniti è diventato noto per aver guidato il Real Madrid, oltre ad aver fatto a lungo il vice di Ferguson al Manchester United; stiamo parlando ovviamente di Carlos Queiroz che si trova tra le mani una formazione piena di stelle e che ha dovuto dunque operare scelte anche difficili lasciando a casa giocatori di fama internazionale. Convocati in principio 24 giocatori, ha “silurato” il difensore del Deportivo La Coruna José Castro, ma a parte questo anche prima di presentare la lista alla Fifa aveva operato scelte discutibili: non c’è il portiere del Betis Siviglia Ricardo (forse ha pagato il campionato nella B spagnola), ma neanche altri storici componenti della Nazionale, da Moutinho a Nuno Gomes, da Postiga a Viana, fino al Trivela interista Quaresma.

Poco male, i 23 che saranno di scena in Sudafrica sono giocatori di tutto rispetto che difficilmente faranno rimpiangere gli assenti: in porta un 27enne reduce da un grandissimo anno con lo Sporting Braga, ovvero sia Eduardo; in difesa da Carvalho a Pepe, da Miguel a Ferreira tutta la retroguardia può avvalersi di giocatori di esperienza e qualità. Per non parlare del centrocampo: Miguel Veloso e Deco non hanno bisogno di grandi presentazioni, c’è anche l’ex juventino Tiago e il caldissimo Raul Meireles autore di una doppietta nella recente amichevole vinta per 3-1 dai lusitani contro il Camerun. E in attacco il potenziale è notevolissimo: Cristiano Ronaldo la stella assoluta, ma anche Danny dello Zenit e il Red Devil Nani sono giocatori che potranno rivelarsi devastanti, non dimenticando Simao e Almeida, rispettivamente dell’Atletico Madrid e del Werder. Insomma, tanta roba.

Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica

Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale
Soccer City, Johannesburg (capienza 94.700 persone)Ellis Park Stadium, Johannesburg (capienza 61.000 persone)Kings Park Stadium, Durban (capienza 70.000 persone)Greenpoint Stadium, Città del Capo (capienza 70.000 persone)

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Juve, pronta la rifondazione a partire dalle radici

pubblicato da vieni_127


Non sono più le frequenze, a volte disturbate, dell’implacabile e chiacchierona radiomercato; che urga una rifondazione a casa Juve ormai lo sanno tutti e così fare pronostici, nomi e supposizioni non è più un gioco, quanto una necessità che coinvolge in primis la proprietà bianconera. Per altro alcune certezze ci sono già e da quelle possono intuirsi mosse e contromosse. Punto primo: Zaccheroni non verrà riconfermato. Dopo alcune buone partite era balenata in mente l’idea di ripartire col tecnico romagnolo, l’ultima settimana orribile ha fugato ogni dubbio. Certezza numero due: il progetto Lippi è naufragato, con lui i suoi fedelissimi Cannavaro, Grosso e Amauri. Per i primi due la riconferma è quasi un’utopia (al napoletano scade il contratto annuale, il laterale potrebbe rescindere).

Ma anche a Zebina potrebbe essere proposta la rescissione, mentre si cerca una misera plus-valenza per Grygera, arrivato a parametro zero dall’Ajax e ormai al capolinea dell’avventura torinese. Di certo sul mercato verrà messo Felipe Melo che creerà sì una minus-valenza, ma che comunque libererà la società dall’imbarazzo vuoi per i pessimi rapporti che ormai ha finanche con la tifoseria, vuoi per l’ennesimo ingaggio importante. E saranno da valutare attentamente le posizioni di Legrottaglie e Trezeguet, due senatori di cui questa Juve non pare voglia contare (a torto, secondo il mio modesto parere). Addirittura Buffon è sulla lista “gialla“, quella di coloro in bilico: in caso di offerta irresistibile, anche il portierone azzurro potrebbe fare le valigie.

Paiono risolte le situazioni “a metà” di Tiago e Molinaro: l’Atletico Madrid riscatterà il primo per 8 milioni di euro, lo Stoccarda il terzino cilentano per 4 milioni e mezzo. Senza gli ingaggi di alcuni “ricconi“, coi soldi delle cessioni, con qualche immissione di liquidi da parte della proprietà e con, sperano in Corso Ferraris, i soldi della Champions, ecco che può pianificarsi la prossima stagione con un bel gruzzoletto e senza commettere ormai reiterati errori. Vediamo reparto per reparto chi è sicuro di restare e chi potrebbe arrivare.

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Juve, gli esuli vanno forte: Tiago in gol, doppia vittoria per Molinaro

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Nella bellezza di 52 partite disputate dal mediano portoghese Tiago Cardoso Mendes con la maglia della Juve, il suo bottino in quanto a gol è sempre stato esiguo. Zero. Un autogol provocato in un Juve-Parma infrasettimanale, qualche tiro fuori di poco e un’infinita di “telefonate” al portiere; la “lavatrice” del Lione, così soprannominato perché catturava i palloni sporchi in mezzo al campo e li smistava ripuliti, a Torino è stato un flop bello e buono. Trasferitosi all’Atletico Madrid nella finestra di mercato invernale, cosa ti va a combinare il buon lusitano? Al secondo match, subito gol, di fronte al proprio pubblico del Vicente Calderon. Esordio con lo Sporting Gijon (20 minuti per lui), quindi prima da titolare contro il Celta Vigo in Copa del Rey.

Con i colchoneros sotto di un gol dopo pochissimo, Tiago è stato abile a rimettere subito la partita in parità con un colpo di testa; seppur di diversa categoria (cioè inferiore ai madrileni), la squadra galiziana ha dominato poi l’intero match non riuscendo però a vincere (il ritorno fra tre giorni a Vigo). Quique Flores non ha dato però fiducia al lusitano nel match di campionato contro il Getafe, anche se ha tentato di inserirlo al primo minuto della ripresa con i biancorossi sotto di un gol. Alla fine l’ex bianconero non ha potuto nulla, prima sconfitta da quando è a Madrid. Stessa cosa non si può dire di Cristian Molinaro, altra storia la sua allo Stoccarda.


Le foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglie
Le foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglieLe foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglieLe foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglieLe foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglie

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Calciomercato, futuro incerto per Huntelaar e Quaresma: in prestito la prossima settimana?

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Anno di mondiali, il mercato di gennaio diventa sempre particolare: già, perché ci sono i cosiddetti campioni, magari profeti in patria, che ricevano garanzie dai commissari tecnici, del tipo “se giochi ti convoco“. E allora a metà anno, con alle spalle decine di di panchine, decidono che è meglio darsi alla fuga, prestitino veloce e via, catapultati in una nuova realtà, club e campionato diverso. Ruud Van Nistelrooy è vicinissimo all’Amburgo, Tiago invece ha scelto l’Atletico Madrid: sono due esempi non a caso, anzi calzanti più che mai con le storie di altri due giocatori, ora a Milano ma probabilmente per niente protagonisti del derby di domani sera, che condividono aspirazioni, nazionalità e voglia di emigrare coi due sopracitati.

Stiamo parlando ovviamente di Jan Klaas Huntelaar, il “cacciatore” milanista che ha incantato col Catania e poco altro, e di Ricardo Quaresma, er trivela dall’esterno leggendario che col nerazzurro interista addosso non ha mai convinto. Uno olandese, l’altro portoghese, come Van Nistelrooy e Tiago, entrambi con la valigia in mano e con la voglia di esserci in Sudafrica. A patto di arrivare a giugno in forma, e per arrivarci bisogna giocare. The Hunter è appetito dal West Ham, nuova proprietà e ambizioni a lungo termine: “Lui è un top player e per noi è importante acquistare un bomber prima della chiusura del mercato invernale. Siamo disposti a offrire circa 400 mila euro al mese per un breve periodo di prestito” ha detto David Gold, pronto dunque a fargli percepire più di due milioni di euro per calcare il Boylen Ground.

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Rocky "Ciro Ferrara" Balboa all'ennesima prova d'appello: altro jolly contro il Napoli o capolinea?

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Contro il Milan zero tiri in porta, zero gioco, zero tutto: da dove ripartire per essere ottimisti di un successo, casalingo, contro il Napoli in Coppa Italia? Per ognuno degli altri cento e più anni di storia juventina una domanda del genere sarebbe suonata strana. Ma come, la Juve è già spacciata contro i partenopei, pur giocando tra le mura amiche e in una competizione a cui i rivali non tengono poi chissà quanto (con una qualificazione in Champions possibile)? Ebbene si, nel 2010, quando i futuristi romanzieri di quaranta anni fa immaginavano viaggi intergalattici dell’uomo, quando il mondo pareva dovesse essere popolato da autostrade volanti, in quest’epoca la vera cosa “strana” è sapere la Juve più scarsa del Napoli, scesa per di più in B non più di tre anni fa e senza prospettive (tangibili) di futuro.

Il condottiero frastornato, ingarbugliatosi tra schemi appiccicatigli addosso (il famigerato rambo, ehm rombo, di cui s’è fatto fautore non gli è stato forse imposto?), al secolo Ciro Ferrara, è un pugile ferito, suonato, alle corde eppure non ko. Avrebbe perso ai punti, ma di fatto non è ancora stramazzato al suolo: colpa, o merito, di arbitri indulgenti (i suoi datori di lavoro), non certo di avversari che non lesinano ganci precisi, sul setto nasale, lì dove fa più male. Lui sputa sangue, ma si rialza, con la faccia (e la capo) tosta degna del miglior scugnizzo napoletano: “Ieri un mio amico mi ha fatto notare che sono come Rocky. Prendo cazzotti. Sono pieno di sangue, ma continuo a dire che non mi fa male. Non c’è niente che mi può buttare giù, bisogna colpirmi più forte. Mia mamma me le dava più forte“.

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