Intervistato dal Corriere della Sera, Evaristo Beccalossi ricorda e ripercorre i suoi anni all’Inter, svelando alcuni retroscena ed il suo desiderio di ritornare in nerazzurro.
IL NOME – «Il nome Evaristo l’ho ereditato da un nonno. Quando sono arrivato a Milano avevo il complesso del nome strano e del cognome lungo. In mezzo ai monumenti mi dicevo “ma dove vado?”. Però Corso, Suarez, Mazzola mi hanno adottato».
SU MAZZOLA – «Non ci eravamo lasciati bene, ma di recente l’ho ringraziato per avermi portato all’Inter».
SU ALTOBELLI – «Vivevamo in simbiosi, mai provato uno schema, eppure ci studiavano per capire i nostri scambi».
GLI ANNI DA CALCIATORE – «Mi dicevano sei il più forte di tutti, fai vita sana, conservati. Ma per me era tutto bello: battere la Juve, sfidare grandi campioni, andare dal salumiere interista dopo il derby per farmi dare il prosciutto buono, il benzinaio milanista da sfottere».
SUI DUE RIGORI SBAGLIATI CON LO SLOVAN – «Avevo paura di perdere l’affetto dei tifosi, che con me erano speciali, invece sono tornato a San Siro dopo 15 giorni e mi hanno accolto come se non fosse successo niente. Indimenticabile».
IL SOGNO DI OGGI? – «Il sogno sarebbe fare qualcosa alla casa madre: l’Inter»
L’articolo Beccalossi a sorpresa: «Sogno di tornare all’Inter. Con Mazzola non ci eravamo lasciati bene, con Altobelli…» proviene da Inter News 24.
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