Nazionale Italiana
Lunga intervista di Alessandro Costacurta a La Repubblica sulla situazione del calcio in Italia. “Da dove si ricomincia? Dal campionato Primavera. Ne avete visto qualche partita, di recente? Io sì. E ho scoperto che i giovani non corrono più, non crossano e non dribblano. Nessuno glielo insegna. Invece di occupare l’area avversaria, girano al largo. Da cosa nasce cosa, oppure non nasce niente. Stiamo diventando il calcio dei tremila passaggi all’indietro e della terribile costruzione dal basso: non serve a nulla, anzi produce danni incalcolabili“.
“Beh, tessuto davvero buono ne è rimasto poco. Ci sono giocatori in fase discendente, come Insigne, o irrealizzati in Nazionale come Immobile. Ai miei tempi, anche Mancini era un po’ come lui. No, davvero. Roberto era il più forte di tutti insieme a Baggio, ma come Immobile in azzurro sembrava bloccato. L’altra sera Roberto mi è parso poco reattivo. Verso il 60’ ho pensato: perché non mette Tonali subito? Non è riuscito a sorprendere, stavolta non ha estratto il coniglio dal cilindro. Resta il fatto che lo adoro e che vorrei restasse. Non puoi non battere la Macedonia del Nord in casa, non esiste. E non puoi vincere solo due partite al 90’ delle ultime dieci. Detto questo, a Palermo la squadra c’era, ma trentadue tiri e zero gol sono un’aggravante, non un’attenuante. E poi troppa agitazione, troppa frenesia. Siamo ritornati i più emotivi di tutti”.
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