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Empoli-Inter: il non-gioco di Mancini e l’organizzazione di Sarri

Partita orribile allo Stadio Castellani tra Empoli ed Inter. La gara che ha aperto l’ultima giornata del girone d’andata potrebbe diventare il manifesto di tutti i problemi del nostro campionato. Da una parte c’era l’Empoli di Mister Sarri, squadra organizzatissima tatticamente ma al tempo stesso imbarazzante tecnicamente, e dall’altra parte c’era l’Inter di Mancini, una squadra dalle idee sempre più confuse che non è riuscita a creare nulla.

L’impressione è che tutti questi cambi di modulo stiano finendo con il confondere definitivamente anche quei (pochi) giocatori di qualità che l’Inter ha a sua disposizione. Oggi Mancini ha deciso di puntare su un 4-2-3-1 nel quale erano Hernanes, Palacio e Podolski i tre trequartisti. Il tedesco ex Arsenal si è praticamente nascosto fino al 74esimo quando Mancini ha finalmente deciso di sostituirlo facendo esordire l’attesissimo Shaqiri, mentre Palacio ed Hernanes hanno giocato qualche pallone (maluccio), e hanno passato il tempo a pestarsi i piedi alla ricerca del loro spazio d’azione. Inutile parlare di Icardi, totalmente isolato nella metà campo avversaria.

L’Empoli dal canto suo ha invece giocato un’ottima partita sotto il profilo tattico; i movimenti erano tutti giusti, così come le posizioni in campo in fase di non possesso. I toscani hanno però poca qualità e finiscono con lo sprecare tantissime trame di gioco interessanti. Giocatori come Valdifiori e Verdi meriterebbero una statua per la quantità di palloni contesi, recuperati e riproposti in avanti, così come il generoso Pucciarelli che ha impegnato severamente Handanovic in un paio di occasioni.

D’altra parte nel calcio non si improvvisa. Non è sufficiente cambiare modulo inserendo tante mezze punte o trequartisti per rendersi pericolosi. I giocatori che scendono in campo devono soprattutto sapere come coprire il terreno di gioco in tutte le fasi e poi, possibilmente, avere una tecnica da sfruttare a proprio vantaggio per far male agli avversari. L’Inter è una squadra “scollata”, senza idee ed anche senz’anima. C’è ancora tantissimo da fare in casa Inter e non sarà Shaqiri o chi per lui a cambiare la situazione attuale. Il terzo posto resta un miraggio.

Stefano Capasso

Sono un giornalista pubblicista residente a Bologna. La mia collaborazione con Blogo è iniziata nel giugno del 2009 con il magazine CalcioBlog.it. Sfruttando la mia passione per molti altri sport oltre al calcio, dal luglio 2012 ho iniziato a scrivere anche su OutdoorBlog.it in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012.

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