Intervenuto con un lungo post sul proprio account Instagram, Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, storica bandiera dell’Inter, è tornato a parlare del processo per Calciopoli e di quando testimoniò nel processo di Napoli.
LE PAROLE DI FACCHETTI –: «Me la porto come una medaglia sul petto🏅, una di quelle cose di cui andare orgogliosi: essere stato tra i pochi testimoni (“de relato”) nel processo di Napoli che ha portato alla sbarra e condannato👮, la cricca (i nomi metteteli voi!✍️) che la faceva da padrone nel calcio nostrano🇮🇹. Lo faccio oggi, una volta di più, mentre assisto all’ennesima opportunità offerta di mistificare, buttarla in caciara e mescolare le carte. Niente di nuovo sotto il sole 🌞 in questo strano Paese, dove ci si indigna per 2️⃣4️⃣ ore e poi si dimentica per ricominciare daccapo perché tutti tengono famiglia (i vecchi amici sono sempre pronti a darsi una mano🤝).
🙊🙈🙉 E’ un vizio atavico, smemorati senza cura che siamo, di cosa ci sorprendiamo? Gli scandali tornano puntuali e ciclici perché nel mondo dorato del pallone nessuno ha mai voglia di andare a fondo, oggi come allora. I testimoni diretti a quel tempo si rimangiarono tutto! “E se non mi fanno più allenare?”, “E se non mi fanno più scrivere? E se non mi richiamano in TV?””, “E se poi non trovo squadra….?”….🤏 Uomini piccoli…dov’eravate? Io c’ero e non dimentico».
L’articolo Facchetti su Calciopoli: «Ennesimo tentativo di mistificare, non dimentico» proviene da Inter News 24.
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