La Gazzetta dello Sport si concentra sulla prestazione più che deludente dell’Inter e di Romelu Lukaku ieri sera, 1 aprile, contro la Fiorentina, senza fare sconti:
IL CASO LUKAKU– l’Inter non segna, almeno non quanto (e quando) dovrebbe. Divora compulsivamente gol sotto porta e a fine partita deve poi leccarsi le ferite e vivere di rimpianti. Quel numero di sconfitte in stagione così grande da sembrare un pesce d’aprile, dieci, è figlio anche di questo immane spreco. Ieri, e per buona parte della stagione, il fenomeno è stato impersonificato da Romelu Lukaku, vecchio re di Milano rimasto senza corona: contro la Fiorentina ha sbagliato oltre ogni immaginazione e così ha spazzato via i motivi di ottimismo che si potevano nutrire dopo quei 4 gol in due gare col Belgio.
ATTACCO NERAZZURRO- Giornata no si potrebbe azzardare, se solo non ci fosse tutto il vissuto stagionale: finora solo il gol che ha eliminato il Porto pende dal lato della bilancia di Rom, mentre dall’altro pesa un lungo rosario di prestazioni tendenti al grigio. E se Atene piange, Sparta non ride: ieri Correa, di nuovo titolare tra i mugugni di San Siro, ha confermato perché il club lo stia mettendo alla porta, mentre Lautaro arranca da settimane dopo aver tirato la carretta a lungo. Per Dzeko, tornato acciaccato alla schiena dalla Bosnia, basterebbe citare un numero: uno, ovvero l’unico gol in A nel 2023 che risale al 4 gennaio col Napoli.
Lukaku è l’iceberg di un problema generalizzato, di cui ha parlato anche Inzaghi: «Troppi errori sotto porta, dobbiamo allenare di più cinismo, voglia e tenacia…», ha detto. E poi su Romelu, ieri alla 300a da titolare in carriera nei maggiori cinque campionati europei, un tentativo di rassicurare: <<<Io l’ho trovato bene fisicamente dopo la nazionale, stavolta si è influenzati dai gol che ha sbagliato. Non so se il mercato incida sulla sua testa, bisognerebbe chiedere a lui…». Dallo stesso Simone, Lukaku vorrebbe un impiego diverso e maggiore centralità, anche per strappare la riconferma, ma una prestazione come questa non aiuta a essere ascoltati. Ieri lo stesso a.d. Marotta ha ribadito che il belga tornerà al Chelsea e poi si deciderà se imbastire un prestito-bis. Non bastasse, il tecnico Blues Graham Potter per la prima volta ha parlato di lui: <<D’estate avremo una decisione importante da prendere sul suo futuro con noi». La stessa che dovrà prendere pure l’Inter, che prima dovrebbe però guardare il quadro di insieme. Osservare la luna e non solo il dito. Se la media gol in A ad agosto-dicembre 2022 era di 2,3 e da gennaio è precipitata a 1 è perché tutta la squadra si sta accartocciando nelle proprie paure. Quelle sono più pericolose di mille reti.
L’articolo Inter: il caso Romelu Lukaku e l’attacco che non gira proviene da Inter News 24.
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