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Milan, Giroud alla Curva: “Vorrei cantassero all’ultima in casa”

Olivier Giroud, nel corso della lunga intervista d’addio al Milan, ha lanciato un “appello” alla Curva in occasione dell’ultima gara a San Siro.

E’ il tempo dei saluti che spesso si sposa con i ringraziamenti. Olivier Giroud è stato nel corso della sua carriera un “bomber vero”, lo è stato anche con la maglia rossonera, onorandola anche a dispetto di quel numero 9 che dalle parti di Milanello, dopo Inzaghi, sembrava fosse avvolto da una coltre di polvere sfortunataGiroud ha sublimato alcuni dei momenti più emozionanti della storia del Milan, al di là della banalità retorica è stato così. Marchiare a fuoco lo scudetto della stagione 2021-2022 rappresenta una targa indelebile del suo apporto alla causa milanista. Lo scudetto più imprevedibile, lo scudetto più bello perché vinto in rimonta sui rivali di sempre dell’Inter, lo scudetto dopo anni di buio, pesto, come forse mai accaduto prima nella storia del Milan. Ora che il suo addio è certo, l’attaccante francese ha lanciato una sorta di appello alla Curva in occasione dell’ultima partita stagionale a San Siro, contro la Salernitana.

Olivier Giroud

L’appello

Olivier Giroud ha un ultimo desiderio da realizzare con la maglia rossonera: salutarsi con il dolce “rumore” della Curva e dello stadio che canta per il Milan e per lui. Nel corso della lunga intervista d’addio al Club, su MilanTV, ha infatti svelato: “Se posso dire qualcosa sull’ultima partita, non perché penso solo a me, ma perché io voglio andare via dal Milan con dei tifosi che cantano”.  Un riconoscimento che meriterebbe, senza dubbio. Questo perché la sua storia al Milan è stata come una fiaba, una favola per bambini, la quale inizia recitando il consueto “c’era una volta”. Era il 17 luglio 2021 e, l’allora dirigente del Milan Paolo Maldini, ufficializzava Olivier Giroud come nuovo attaccante rossonero. Il francese sceglierà la maglia numero 9, che fu di Pippo Inzaghi, incurante della “maledizione del 9” che aleggiava a Milanello. Nessun centravanti del Milan era riuscito infatti a indossare quella maglia replicando, o quantomeno avvicinando, le prestazioni e i numeri in zona gol di SuperPippo. L’incantesimo si rompe, si spezza esattamente 10 anni dopo. Giroud veste i panni del super eroe, dell’uomo dai gol pesanti, quelli che spostano gli equilibri, quelli che impattano e spaccano il corso degli eventi. Esattamente come quello nella passata stagione che ha siglato l’accesso ad una semifinale di Champions League, a distanza di 16 anni dall’ultima volta. Per Olivier anche reti spettacolari e acrobatiche, come il gol in sforbiciata volante su assist di Tonali contro lo Spezia, in un San Siro pazzo di gioia per lui.

Si è girato Giroud

E’ il protagonista dello scudetto, l’uomo copertina, l’uomo immagine e il mago dalla bacchetta magica nel piede. E’ l’uomo che in un derby di febbraio del 2022, con l’Inter in vantaggio e in fuga verso lo scudetto, si “gira” per ben due volte e regala il primo tassello della rimonta più dolce della storia del Milan. Un uno-due al cardiopalmo che ha procurato scosse telluriche al comune senso di “milanismo” che con orgoglio ha ruggito fino ad abbrancare uno scudetto insperato. Giroud è la guida, lo scarpino della vittoria. Con un suo gol il Milan espugna il Maradona alla 28° giornata, e alla 34° è suo il gol del pareggio in una pazza vittoria a Roma contro la Lazio in rimonta. Metterà il timbro anche nell’ultima giornata nella trasferta vinta a Reggio Emilia, città del tricolore e dello scudetto che si colorerà di rossonero dopo 11 anni. Grazie di tutto Olivier.

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Redazione F

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