Adriano Galliani ha salutato l’anno nuovo a Rio de Janeiro in compagnia di Clarence Seedorf: “Non si è parlato di calcio” ha assicurato l’ex numero 10 rossonero che ha moglie brasiliana, esattamente come quella dell’amministratore delegato del Diavolo. Le due signore sono amiche, lo sono anche il pelato dirigente meneghino e il fantasista color ebano che hanno preso atto della volontà del grande capo, Silvio (Barbarba) Berlusconi, e hanno deciso di pianificare insieme per il prossimo anno: ad aprile l’olandese prenderà il patentino da allenatore tra una partita e l’altra col Botafogo, nel frattempo ad Allegri viene richiesta dignità nelle coppe e la salvezza in campionato (realisticamente), quindi da luglio si riparte col nuovo corso.
Per anticipare la rivoluzione in seno al Diavolo, la società ha già provveduto a traslocare la sede ufficiale del club che da Via Turati si è trasferita in un moderno compound in periferia, in più tra i due litiganti, BB e Galliani, il terzo ha pagato: fuori Ariedo Braida dopo lustri di onorato servizio al Milan, per il momento il mercato lo conduce proprio “il dottore” brianzolo che potrà godere della massima libertà in questo mese di gennaio (dentro Honda e Rami, per il momento piazzato solo Niang in prestito al Montpellier) in attesa di condividere la poltrona col rampante Sean Sogliano. Terremoto completo o bisognerà registrare ancora scosse di assestamento? Certamente non è finita qua, chissà se per la felicità o meno del popolo milanista.
Innanzitutto si sente odore di nuovo siluramento eccellente: dopo Braida, la testa che potrebbe saltare è quella di Mauro Tassotti, da più di 30 anni dalle parti di Milanello e soprattutto da tanto, tanto tempo vice allenatore. Fido scudiero tra gli altri di Carlo Ancelotti, anche con Leonardo e Max Allegri ha trovato posto in panchina, ma con Seedorf la musica potrebbe cambiare: l’ex centrocampista rossonero ha posto tra gli altri la condizione di avere al suo fianco un uomo fidato come Jaap Stam, tra l’altro di stanza a Milano per due anni e in Italia per ben cinque stagioni. La rivoluzione arancione si sposta dall’Ucraina a Carnago (VA): dopo venticinque anni il Milan torna a profumare di tulipano, non più sul rettangolo verde ma a bordo campo.
Galliani se n’è fatto una ragione. Anzi, ora ci crede proprio.
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