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Attentato in Nigeria durante Brasile-Messico, oltre 20 morti

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Non bastavano le polemiche in patria per lo scialbo 0-0 contro l’Iran nel match d’esordio di Curitiba. A turbare il Mondiale della Nigeria arriva anche la notizia, tragica, di un terribile attentato terroristico avvenuto, ieri, durante Brasile – Messico.

Il fatto è accaduto a Damaturu, capitale dello Stato dello Yobe, situato nel nord della Nigeria. Alcune persone si erano radunate per assistere alla partita su un maxi schermo allestito all’aperto. A canti e tifo, all’improvviso è subentrato il terrore quando un attentatore suicida è piombato sulla folla con il suo risciò carico di esplosivo. La deflagrazione è stata devastante. Ingente il bilancio delle vittime. L’agenzia di stampa France Press riferisce di almeno 21 morti e circa 30 feriti, numeri destinati, purtroppo, ad aumentare visto che fonti ospedaliere dichiarano che i feriti sono così tanti che è impossibile contarli.

L’attentato non è stato rivendicato ma le autorità nigeriana sospettano che l’esplosione sia stata pianificata dall’organizzazione terroristica islamica Boko Haram, lo stesso gruppo che nell’aprile scorso ha rapito 200 studentesse cristiane, riducendole in schiavitù, un episodio che ha indignato l’opinione pubblica mondiale che si è mobilitata per chiedere la liberazione delle ragazze. Boko Haram vuole cancellare dalla Nigeria ogni traccia della sacrilega civiltà occidentale. Tra i “peccati” da eliminare c’è anche il calcio, ritenuto uno degli strumenti con cui l’Occidente stesso corrompe i fedeli, impedendo l’attuazione del fondamentalismo islamico.

In alcuni suoi interventi video, il capo di Boko Haram, Abubakar Shekau ha condannato apertamente il calcio (seguitissimo in Nigeria) e lo sport in generale, minacciando possibili azioni terroristiche durante i Mondiali, motivo per cui le autorità avevano invitato gli appassionati ad evitare adunate all’aperto per vedere le partite. I timori erano più che fondati. Purtroppo però a Damaturu la passione è stata più forte dei divieti.

alessandrobianchi

Classe 1983, scrivere di sport è sempre stato il mio sogno. Ho iniziato anni fa dai campi di calcio di periferia e ora mi ritrovo in una grande realtà editoriale. Amo il tennis, il calcio e gli sport americani. Credo di essere anche uno dei pochi appassionati italiani di cricket. Federeriano convinto, perfezionista all'inverosimile e polemico all'occorrenza.

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