Arriva da Michel Platini, presidente della Uefa, l’invito alla Juventus e ad Andrea Agnelli: “Mettete le tre stelle sulla maglia“. La frase fa parte di una lunga intervista di Le Roi alla Gazzetta dello Sport oggi in edicola. L’ex campione francese parla della cavalcata di Antonio Conte, ma anche dei mali del calcio italiano, della violenza e delle possibili soluzioni.
“Il calcio italiano non è meno spettacolare di quello inglese e spagnolo; l’immagine è pessima, quegli stadi vuoti che fanno tristezza e non invogliano i campioni”.
Il tre volte Pallone d’oro, che a oggi dice di non avere intenzione di sfidare Blatter per la presidenza della Fifa, non critica il nostro calcio, come fanno in molti. Anzi. Nonostante le campagne europee degli ultimi anni siano state fallimentari da parte delle armate pallonare nostrane. Lui, Michel, le vede così:
“Secondo me, Napoli, Fiorentina, Roma e Juve giocano all’attacco. Sono però mancate Milan e Inter”.
Già, la Juve. Il grande amore di Platini. Che ha fatto tris:
“E’ una squadra fisica, grintosa, offensiva”.
Eppure, è stata fatta fuori prima in Champions e poi in Europa League, a conferma di una certa allergia da parte della Signora per l’Europa:
“Quando io arrivai in Italia, c’era gente che aveva stravinto tutto nei confini nazionali. Il campionato era routine, le Coppe davano emozioni. Credo che Andrea Agnelli sia più attaccato al campionato perché, dovendo ricostruire, aveva bisogno di basi solide. Ma la Juve di Conte è più grintosa della mia e ora vuole l’Europa”.
Qui arriva il consiglio, da papà o fratello maggiore, di Michel ad Andrea:
“Ha fatto 30 ufficialmente, dovrebbe mettere le tre stelle. Capisco Andrea, la reazione d’orgoglio: è il capo. Però le tre stelle mi piacerebbero”.
Si parla anche di calciomercato con Platini:
“Provo a combattere gli agenti e i procuratori, ma se hanno le porte aperte perché non dovrebbero approfittare? La Fifa deve rendere il calcio meno commerciale”.
La violenza, con l’ultimo caso dell’Olimpico di Roma a fare da cornice:
“La politica si è accorta, per l’ennesima volta, che qualcosa non va. Sono brutte scene. Se però sono servite a svegliare le istituzioni, dico finalmente. La mia ricetta? Fuori dagli stadi chi rompe le palle”.
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