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Repice: «Inter in finale col City? Giusto riconoscere i meriti ad Inzaghi»

Il radiocronista della Rai, Francesco Repice, ha detto la sua sull’Inter in vista della Finale di Champions League contro il Manchester City

Intervenuto con un video pubblicato sul proprio canale YouTube, il radiocronista Francesco Repice ha detto la sua in vista della Finale di Champions League tra Inter e Manchester City.

LE PAROLE –: «L’Inter contenderà al grande Manchester City di Pep Guardiola la coppa dalle grandi orecchie. Credo sia giusto tornare sulla figura di Simone Inzaghi: è un allenatore che è stato criticato durante la stagione. È stato criticato all’esterno ed è stato sollecitato in maniera diretta dalla sua dirigenza. Questo è un merito dell’Inter e della sua dirigenza che evidentemente, con i suoi metodi, è riuscita a tirare fuori il meglio da questo tecnico che evidentemente ha tanto da insegnare alla sua squadra ed ha tanto da dare, visto che con ogni probabilità sarà confermato anche per la prossima stagione.

La Finale di Champions League non è il solo traguardo conquistato da Inzaghi: c’è una Finale di Coppa Italia da giocare, c’è una Finale già vinta di Supercoppa Italiana. Non mi sembra pochissimo. Perché sono arrivate le critiche? Perché, in virtù di un organico che sembra essere il migliore del campionato italiano, non è riuscito a vincere lo scudetto: l’anno scorso per le vicende che conosciamo, quest’anno perché undici sconfitte sono troppe. Diciamo che l’Inter ha viaggiato più o meno nella stessa condizione delle altre inseguitrici del Napoli. Il Napoli ha fatto una cosa a sé, se non fosse stato così straripante, con ogni probabilità l’Inter avrebbe lottato per vincerlo e cucirsi lo scudetto sul petto.

Rimangono delle trovate dell’allenatore che riguardano il suo centrocampo: una volta fuori Brozovic per vari motivi, ecco l’invenzione di Calhanoglu in quel ruolo di cabina di regia. Ecco la scelta di Mkhitaryan che sembrava un giocatore al capolinea, invece lo spessore internazionale del calciatore ha fatto sì che nel ruolo di mezzala sia stata una delle scelte più azzeccate della campagna trasferimenti della scorsa estate. È giusto riconoscere a Simone Inzaghi quello che la critica per moltissimi mesi non gli ha riconosciuto, cioè la capacità di guidare un grande club. Simone Inzaghi ha dato una risposta, perché quando un allenatore raggiunge una finale di Coppa dei Campioni fisiologicamente è un allenatore da grandi club, perché quello è il massimo traguardo che si possa chiedere ad un club europeo.

Il City in questo momento non ha punti deboli. Ha schiantato il Real Madrid. In questo momento è una formazione che ha giocatori talmente forti in ogni ruolo, fatta eccezione per qualche esagerazione di spesa per qualcuno, che parte come ovvia favorita per la vittoria finale. Però l’Inter è una squadra italiana ed il calcio italiano è sempre duro da superare in finale. In una partita secca può accadere di tutto».

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Redazione F

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