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Tavecchio sul mercato di Inter e Milan: “Spese preoccupanti”

Inter e Milan regine del calciomercato: nerazzurri e rossoneri stanno spendendo tantissimo per cercare di prendere la Juve, ma la cosa preoccupa Carlo Tavecchio. Il presidente federale intende garantire la sostenibilità del calcio italiano e proprio per questo si chiede come due squadre fortemente in difficoltà nelle ultime stagioni, sia dal punto di vista sportivo sia finanziario, siano riuscite di punto in bianco a spendere cifre importanti sul mercato. L’Inter ha speso circa 40 milioni per Kondogbia, il Milan ne ha sganciati quasi 60 per Bacca, Bertolacci e Luiz Adriano.

Con questi colpi e gli altri a venire, le due milanesi si candidano al ruolo di antagoniste della Juventus quattro volte campione d’Italia, ma nel caso in cui gli ultimi investimenti non bastino a far tornare grande la Milano del calcio, sarebbero dolori. Soprattutto per l’Inter, già sanzionata dall’Uefa per la violazione del Fair Play Finanziario.

“Sono un po’ preoccupato da questi investimenti – dichiara Carlo Tavecchio a Gazzetta TV – perché, a meno che ci siano situazioni che non conosco, i bilanci delle società non avrebbero potuto permetterlo. Evidentemente chi li ha fatti ha in mente di rientrare con fondi propri. E visto che sono uomini d’onore, manterranno i patti”.

Insomma, secondo il presidente della Figc, Berlusconi (e nuovi soci) e Thohir finanzieranno di tasca propria gli investimenti che le rispettive società stanno portando a termine. Nel corso dell’intervista, Tavecchio si è anche soffermato sullo scandalo Catania, ribadendo processi velocissimi, e sulla grana Fifa: Blatter deve andare via secondo il numero uno federale.

“Troppo comodo dire ora che Blatter non poteva stare al suo posto. Io l’ho detto prima. Ero anche io a Zurigo e sono rimasto allibito: non si è detta una parola sul blitz dell’Fbi, come se fosse un simpatico happening. Platini a capo della Fifa? Lui ha un impero nell’UEFA, che è il fulcro del sistema calcistico mondiale. Deve valutare il consenso di aree come l’Africa e l’Asia. Non sarà facile”.

La chiusura è sul ct della nazionale italiana, Antonio Conte, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio:

“Il nostro Ct è un uomo che fa del calcio la sua religione. In questo momento- conclude – è in condizioni psicologiche normali. È chiaro che il fatto esiste ma la Federazione gli dà il massimo appoggio”.

Mirko Nicolino

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