Zeman, Del Neri e Ferrara: la giornata nera degli allenatori esonerati

La banalità delle conseguenze di un turno di Serie A in parte impronosticabile iniziano un minuto dopo il triplice fischio di ognuna delle 10 gare. Ovvero due volte nello stesso giorno, poi ancora una volta il giorno successivo e, visto lo spezzatino di friday e monday night, anche il giorno dopo ancora. Questo è il mestiere di chi non si limita alla cronaca e cerca, da buon esperto, di trarre sentenze dalla singola partita.

In realtà, e questo l'intenditore di calcio lo sa bene, alcuni valori fondamentali non cambiano sull'onda di un risultato, di una scelta, di un exploit in positivo o negativo che sia. Allora ecco che l'unico giudizio attendibile da trarre riguarda alcuni cambi in corsa, non tanto perché il significato nefasto di questa pratica molto italiana debba essere contraddetto, bensì piuttosto perché qualche nome eccellente, o supposto tale, non può che pagarne solenne dazio.

I soggetti in questione hanno abbinato in ultima battuta il loro nome a Roma, Genoa e Sampdoria. Nella fattispecie Zeman, Del Neri e Ferrara. I primi due ormai catalogabili sotto la voce "il vecchio che non torna", bastonati nei fatti (tecnici e tattici prima ancora che mentali) dalla prestazione fornita dalla Roma contro la Juventus e dalla serie positiva del Genoa culminata con la concreta (poco bella, ma necessaria vista la classifica) prova contro l'Udinese. L'integralismo non può pagare sempre, l'intelligenza in genere sì e in questo senso fare i testardi significa sovente andare a cento all'ora contro un muro.

Diverso, ma esposto alla stessa maniera anche nella sfrontatezza, è il caso di Ciro Ferrara. Parte forte con la Juve e crolla fino all'esonero anticipato. Stessa cosa alla Sampdoria, con l'aggravante che per riprovare a dimostrare di essere un allenatore vero (con un anno e mezzo di panchina alle spalle) abbandona la conduzione della Under 21 nel bel mezzo delle qualificazioni europee.

L'esito della vicenda lo ha sancito Delio Rossi, scaricato dalla grande stampa dopo l'episodio con Ljaijc a Firenze, eppure autentico salvagente blucerchiato a fronte di un calendario apparentemente proibitivo.

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