Duro botta e risposta tra Zeman e il Presidente del Pescara

Pescara Calcio v ASG Nocerina - Serie B

Rapporti tesi tra Zdenek Zeman e il Pescara. Oggi il boemo ha spiegato il perché della sua scelta di sposare il progetto del Lugano, sostenendo di essere felice della sua nuova sistemazione: "L'entusiasmo è lo stesso di vent'anni fa. Ci sono le premesse per fare un buon calcio. L’importante è giocare bene e far divertire la gente. Lugano è un gioiello e poi si parla italiano: spero di fare capire la mia idea di calcio a giocatori, tifosi e società. Non mi sento declassato, dal calcio svizzero sono arrivati in Serie A tanti giocatori e allenatori, da Shaqiri fino a Paulo Sousa".

L'accordo con il Lugano è arrivato solo dopo un lungo corteggiamento da parte del Pescara, squadra con la quale vinse il campionato di Serie B nella stagione 2011/2012. Zeman oggi ha accusato il Presidente Sebastiani di aver tradito la parola data, scaricandolo dall'oggi al domani:

"Soltanto un mese fa avevo dato la parola al presidente Sebastiani, che insisteva per riportarmi al Pescara. E ho rifiutato di parlare con altre quattro squadre che mi volevano offrire la panchina. Quando do la mia parola per me vale come una firma. Non è la prima volta che chi ho davanti ragiona in maniera differente. Ne resto deluso, ma non per questo cambio modo di agire. Ancora fino a martedì scorso Sebastiani mi ha ripetuto: lei è il nuovo tecnico. Poi ha cominciato ad elogiare il lavoro di Oddo, quindi non ha risposto più al telefono e alla fine mi ha fatto arrivare una proposta indecente...".

Stando alle parole di Zeman, il Pescara gli avrebbe chiesto di lavorare gratuitamente e la stessa proposta gliela fece anche il Cagliari nel mese di dicembre scorso: "A Lugano cerco un'altra isola felice. Avevo detto sì al Pescara che però mi voleva gratis. Anche a Cagliari a dicembre mi proposero di rimanere se avessi rinunciato allo stipendio. Si vede che così funziona il calcio in Italia oggi".

Da Pescara è arrivata prontamente la replica del Presidente Sebastiani, che non solo ha smentito la presunta richiesta di lavorare gratis, ma ha anche ricordato al suo ex allenatore lo sgarbo fatto nell'estate 2012, quando Zeman lasciò la società abruzzese dopo la promozione per tornare a Roma:

"Io eviterei anche di rispondere a Zeman perché evidentemente purtroppo sono stato io a non capire in questi anni questo allenatore e soprattutto questa persona. Quello che ha detto è una cosa vergognosa e grave perché io come presidente del Pescara non ho fatto nessuna proposta indecente a Zeman, sapendo anche come il mister tiene ai fatti suoi. Ribadisco che nessuno lo avrebbe mai chiamato ci mancherebbe per venire gratis a Pescara. E' sempre bello parlare poi quando si toccano i fatti personali. Se c'è uno che non ha mantenuto la parola che aveva dato al Pescara non è certo il Delfino Pescara ma Zeman che tre anni fa disse che sarebbe stato un pazzo ad andare via e il giorno dopo invece ha lasciato Pescara. Il mister però è così e forse più passa il tempo, più capisco quelle persone che lo avevano catalogato in un certo modo".

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