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Adriano, traffico di droga: “Sono stato raggirato”

Adriano Leite Ribeiro, 32enne ex centravanti di Inter, Fiorentina, Parma e Roma è stato denunciato per traffico di droga dal pubblico ministero dello stato di Rio de Janeiro. Sbarcato in Francia da qualche giorno, ossia da quando è stato chiamato dal Le Havre per dare una mano al club di Ligue 2 che vuole tornare al più presto nel massimo campionato transalpino, Adriano si era preso qualche ora di tempo prima di commentare la notizia giunta un paio di giorni fa dal Brasile. Al momento, non sembra che l’accordo con il Le Havre sia a rischio, ma le accuse sono pesantissime e il calciatore verdeoro rischierebbe addirittura 25 anni di carcere. Accuse inconsistenti, senza alcuna prova concreta: Adriano, in una nota stampa diramata nella serata di ieri, si dice vittima di un raggiro.

“La denuncia in questione – dicono i legali di Adriano, gli avvocati Raphael Mattos e Ary Bergher – non trova alcun fondamento nelle indagini svolte sino ad oggi. Adriano ha già fornito esaustive spiegazioni in merito quando è stato chiamato a testimoniare. La verità è che Adriano è parte lesa in tutta questa storia. Ma confidiamo nella giustizia e siamo convinti che la denuncia verrà respinta”.

A portare i giudici brasiliani su Adriano, la vendita di una moto e la presunta amicisia con il boss del narcotraffico Paulo Rogerio de Souza, noto ai più come ‘Mica’. Secondo il pm il calciatore e Mica sarebbero addirittura complici, ipotesi che i legali di Adriano rispediscono al mittente in modo fermo.

“Nel caso in questione, Adriano è stato raggirato da un amico, che ha falsificato la sua firma e venduto la moto senza il suo consenso. Ma questo le autorità lo sanno già – recita ancora la nota – perché successivamente Adriano ha sporto denuncia”.

Proprio la denuncia sporta dall’Imperatore, lo metterebbe al riparo da qualsiasi dubbio e renderebbe eccessive le misure cautelari richieste dal pm Murilo Graça, tra cui vi è anche la richiesta di sequestro del passaporto:

“Una richiesta assolutamente insensata e immotivata, che per giunta viola il diritto al lavoro garantito dalla costituzione”.

Adriano è tornato già in patria per mettersi a disposizione della giustizia, ma presto potrebbe tornare in Francia per iniziare ad allenarsi con la sua nuova squadra. Il presidente del Le Havre, dal canto proprio, si è già schierato apertamente con il calciatore:

“Sono tutte invenzioni e speculazioni. Ho vissuto dieci anni in Brasile e so come vanno a finire queste denunce. Nel giro di pochi giorni cadrà tutto nel dimenticatoio. Ad ogni modo, credo nell’innocenza di Adriano. Vogliamo il giocatore, non è cambiato nulla. Speriamo di raggiungere presto un accordo per portarlo a Le Havre”.

Ovviamente, molto dipenderà dal blocco del passaporto: senza di quello, Adriano non potrà riprendere il volo per la Normandia, dove i tifosi lo attendono a braccia aperte.

Mirko Nicolino

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