Alessandro Gassman, attore affermato e impegnato nella fiction Un professore, è un grande tifoso della Roma. A La Gazzetta dello Sport ha espresso la sua passione.
PROFESSORE – «Mou è il prof migliore che ci sia nel calcio».
IMPULSIVO – «Come il mio prof anche Mourinho a volte sbaglia, perché prima di parlare non pensa tre volte, ma segue un impulso. La presa di posizione contro gli arbitri ad esempio per me è sempre sbagliata, io ho fiducia nei direttori di gara anche se a volte te ne capitano di davvero scarsi come nella finale di Budapest. Tornando a Mou, qualcuno dice che calcoli tutto, per me no, va spesso d’istinto, anche se sa bene quanto pesino le sue parole nel calcio e per i tifosi. É uno che improvvisa con grandissima intelligenza e spero davvero che rinnovi presto il contratto e possa restare a lungo».
IL CARISMA DI MOURINHO – «Lui è un grande motivatore e chiunque, anche chi entra dalla panchina, dà il massimo. Prendete El Shaarawy, un giocatore che amo moltissimo e che Mourinho sta gestendo al meglio: lo Special One gli ha dato convinzione e lui risponde facendosi trovare sempre pronto e contribuendo a ottenere risultati importantissimi».
IL MIGLIORE DELLA CLASSE – «Lukaku. Mi piace moltissimo. É il giocatore perfetto per questa Roma. Mi sarebbe piaciuto vederlo in campo con Abraham».
I FRIEDKIN – «I Friedkin sono silenziosi e efficienti. Gestire una squadra come la Roma in una piazza esigente come questa non dev’essere facile, né tantomeno vincere. Credo che dopo la Conference Dan e Ryan vogliano continuare a farlo e noi ce lo meriteremmo, vista la passione che ci mettiamo. Hanno preso Dybala, Lukaku, insomma, mi pare che un po’ ci tengano. E poi Mourinho… Quella è stata una mossa bellissima, anche per come l’hanno confezionata. Vuoi mettere Mou con la tristezza di questi allenatori tipo Sarri! Sarri è di un’antipatia… cupo, brutto, non ha mai una parola gentile per nessuno. Un sorriso a volte serve, ci ricorda che è un gioco e Mourinho questo lo fa, si diverte. E alla gente piace».
SPALLETTI CT – «É un grande allenatore. Peccato che anche l’Italia paghi il problema delle scuole calcio e dei vivai pieni di bravi giocatori che però poi non trovano spazio tra i “grandi”. Non possiamo dire che questa Nazionale sia composta da fuoriclasse, è una Nazionale media. Di conseguenza o fai un miracolo o otterrai risultati medi».
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