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Continua a far discutere l’ormai nota esternazione di Arrigo Sacchi sul numero eccessivo di giocatori di colore nelle squadre Primavera. L’ex commissario tecnico, forse preso dalla frenesia di una critica legittima all’esterofilia del calcio italiano (e in parte anche condivisibile), si è lasciato andare ad una frase inequivocabilmente razzista da un punto di vista linguistico, che rimarcava il colore della pelle dei calciatori stranieri. Molti personaggi dello sport si sono scagliati contro Arrigo Sacchi tra cui anche Gary Lineker, ex calciatore dell’Inghilterra. Qualche ora fa è toccato a Joseph Blatter criticare duramente Arrigo Sacchi. Il numero uno del calcio mondiale ha postato su Twitter un commento di condanna: “Orgoglio e dignità non sono questioni di pelle. Sono scioccato dalle parole di Arrigo Sacchi. Basta“.

In difesa di Sacchi si schierano due grandi allenatori italiani come Carlo Ancelotti, suo allievo al Milan da giocatore e suo collaboratore in Nazionale come assistente al Mondiale del 1994, e Fabio Capello. “Saluto Arrigo Sacchi: molti nemici, molto onore”, è la frase di Ancelotti pronunciata ai microfoni di Mediaset dopo la partita del Real Madrid in Germania. Lo slogan, però, è un motto fascista…

Fabio Capello, attuale ct della Russia, in un’intervista rilasciata al programma ‘Al Primer Toque’ di “Onda Cero”, interpreta così le dichiarazioni rilasciate lunedì sera dall’ex ct azzurro:

“Sacchi non si riferisce al colore della pelle, il suo discorso non ha nulla a che vedere con il razzismo. Il problema è che abbiamo bisogno di un numero maggiore di giocatori italiani, che si recuperi un’identità italiana nelle nostre squadre”.

L’ex ministro per l’Integrazione Cècile Kyenge, invece, attacca Sacchi:

“Sacchi ha sbagliato. Dopo Tavecchio, che, se non altro, ha avuto l’immediata consapevolezza della gravità delle proprie parole, siamo nuovamente costretti a sentire frasi come ‘Non sono razzista, ma’. Ebbene, i giocatori neri minerebbero l’identità italiana. La domanda allora viene spontanea: cosa si intende oggi per identità italiana? Ecco, io la risposta la conosco. Ma troppi ancora non la conoscono. Un’altra gaffe? Non credo”.

Sacchi ha replicato a tutte le critiche (e in particolare a quelle di Blatter che probabilmente rientra in “certi personaggi” secondo l’ex ct della Nazionale Italiana) dai microfoni di Mediaset Premium:

“Sono stupito di quello che è successo ma neanche troppo: so benissimo che in questo mondo il populismo è all’ordine del giorno. Sono 42 anni che sono nel calcio e non mi è stato mai detto di essere un razzista. E non credo di esserlo diventato ora che ho 68 anni. Ho allenato giocatori di colore. Evidentemente sono stato disattento, ho spiegato male quali erano i problemi attuali del calcio italiano e uno di questi è che c’è un‘affluenza troppo massiccia di giocatori stranieri. Negli altri paesi c’è un orgoglio diverso. Qui c’è anche un business: si commercia sulla pelle dei ragazzi, che vengono qui pensando di aver realizzato un sogno, quando magari non sono nemmeno stati visionati. Oggi in Italia parlare di colore fa scatenare tutti i moralisti e i perbenisti che magari devono mettersi a posto la coscienza. Io a certi personaggi non rispondo neanche. Io conosco la loro storia, la conosce tutto il mondo, come tutto il mondo conosce la mia. Mi spiace soltanto che in molti in questi giorni abbiano perso la memoria: se in 42 anni non mi sono fatto capire dovrò rimanerne in questo mondo altri 20 per farlo capire.”

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ultimo aggiornamento: 19-02-2015