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Antonio Conte non è più l’allenatore dell’Inter

Antonio Conte non è più l’allenatore dell’Inter. Il divorzio era nell’aria, ma ora è arrivato anche il comunicato ufficiale del club nerazzurro. Le parti hanno trattato una risoluzione consensuale, in base alla quale il tecnico salentino dovrebbe incassare circa 7,5 milioni di euro. “FC Internazionale Milano – si legge sulla nota del club – comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Antonio Conte. Tutto il Club desidera ringraziare Antonio per lo straordinario lavoro svolto, culminato con la conquista del diciannovesimo Scudetto. Antonio Conte rimarrà per sempre nella storia del nostro Club”.

Conte-Inter: divergenze insanabili sul ridimensionamento

Antonio Conte aveva un altro anno di contratto con l’Inter, ma il piano di ridimensionamento prospettato dal presidente Steven Zhang non gli è piaciuto sin da subito. Nei giorni scorsi si è parlato tanto di un vertice che si sarebbe dovuto tenere nella giornata di lunedì, ma alla fine il faccia a faccia tra allenatore e numero uno del club non c’è stato. L’aria era evidentemente irrespirabile, poiché l’allenatore salentino era già informato della necessità tagliare gli stipendi e di incassare circa 100 milioni di plusvalenze (fonte Gazzetta dello Sport) entro il 30 giugno prossimo.

Il futuro del tecnico leccese e la panchina dell’Inter

Né esonero né dimissioni, alla fine, le parti hanno trovato un accordo sulla base di 7,5 milioni di euro che andranno nelle tasche di Conte, che si impegna a non firmare per la stagione sportiva 2021-2022 con un’altra squadra italiana. Insomma, il ciclo dell’Inter, sempre che si sia davvero aperto, proseguirà senza il tecnico leccese, che ora potrebbe finire all’estero. Le ipotesi più accreditate al momento sono quelle relative a Manchester United, Tottenham o addirittura Real Madrid. L’Inter, invece, dovrà cercare rapidamente un sostituto: a questo punto il nome più accreditato sembra essere quello di Simone Inzaghi, mentre paiono difficili Massimiliano Allegri (più vicino alla Juventus) e Maurizio Sarri.

Mirko Nicolino

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