Artur Jorge, 51 anni, è l’allenatore dello Sporting Braga, il club portoghese che domani sera ospiterà il Napoli nella prima giornata del girone C di Champions, dove ci sono anche il Real Madrid e l’Union Berlino. Il mister ha parlato con La Gazzetta dello Sport, non nascondendo la grande emozione per un appuntamento sognato per tutta la carriera.
COS’É IL BRAGA – «Vita vera. Ho iniziato a giocare a 8 anni e sono rimasto lì per 18 stagioni, dal 1986 al 2004. Braga è il mio punto di riferimento nel mondo. Sognavo di debuttare con questa maglia e ci sono riuscito. Poi mi immaginavo in panchina ed è successo».
I TIFOSI LO CHIAMANO “L’UOMO DEL POPOLO” – «Perché sono uno di loro. So che in alcuni momenti devo essere lucido, ma a volte l’emozione prende il sopravvento. Qui mi sento come un bambino al Luna Park, anche se ho 50 anni».
LA GARA CONTRO IL NAPOLI – «Siamo ambiziosi. Amo un calcio offensivo e controllare il gioco. L’anno scorso abbiamo segnato più di cento gol in tutte le competizioni, chiudendo il campionato con 78 punti. La migliore stagione del club. Dicono che siamo una squadra di guerrieri, mi piace. Rispecchia la nostra mentalità: testa alta, nessuna paura».
RUDI GARCIA – «Innovativo e di spessore. Non vedo l’ora di stringerli la mano».
IL GIOCATORE DA TENERE D’OCCHIO – «Potrei dirne vari, ma cito Alvaro Djalò, ala spagnola. Lo conosco dai tempi dell’U19. C’era qualche riserva da parte del club, ma l’ho preso sotto la mia ala e oggi ha cambiato mentalità, modo di allenarsi e di affrontare le partite. É una bella storia di vita».
LA SUA STORIA – «Prima del Braga ho allenato Tirsense e Limianos, in quarta serie. Sarà una partita da batticuore».
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