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Atletico Madrid-Juventus: Settebello o solita Champions per i ‘grandi’

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La Juve oggi è già a un bivio: può calare il Settebello (settima vittoria su altrettante partite) oppure può finire preda della solita sindrome da Champions. Lo scalo è quello di Madrid, ma non il solito Santiago Bernabeu, bensì il Vicente Calderon, la tana dell’Atletico Madrid di Diego Simeone. La squadra che l’anno scorso, fino a un minuto dalla fine, era campione d’Europa.

Dopo la prima giornata, nel girone, i bianconeri guidano con 3 punti insieme all’Olympiakos, che in casa a sorpresa ha battuto proprio i colchoneros. Come dire che alla Signora anche un pari andrebbe di lusso stasera. Sono i padroni di casa che devono assolutamente fare bottino pieno. Eppure, per Max Allegri è un esame serio, il secondo della stagione dopo la trasferta di San Siro.

La Juve solida in difesa e capace di gestire energie e ritmi va su un campo caldissimo. Contro una delle grandi d’Europa. Per non fare flop. Una sconfitta, pur non compromettendo niente a livello di qualificazione, avrebbe effetti psicologici sulla squadra. A quattro giorni dall’altro big-match, allo Juventus Stadium, contro la Roma. Finora, le due reginette della serie A hanno sempre fatto a gara, rispondendo una all’altra. In campionato, ma pure alla prima europea.

Anche per questo motivo, i torinesi non possono fallire. La Roma arriverà domenica in Piemonte carica e motivata dopo l’1-1 di Manchester, su un campo dove i giallorossi hanno dimostrato maturità. E sono stati pure spreconi. Tornare dal Vicente Calderon con qualcosa in saccoccia non potrebbe che fare bene a Buffon e compagni. Oltre che all’Italia pallonara.

Per le chances di qualificazione, prima di tutto. Tenere a distanza i biancorossi sarebbe un’operazione notevole. Allungare ancora, il massimo. Farsi affiancare significherebbe veder riaffiorare vecchi fantasmi e paure di non farcela. Arrivare domenica con un buon risultato porterebbe il giusto entusiasmo nei tifosi e nella squadra stessa. Allegri lo sa bene e vuole giocarsela. Niente catenaccio. Possesso palla sì. Sperando nelle frecce avvelenate dell’Apache lì davanti e nella voglia di derby da parte di Morata.

alessandropignatelli

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