Un Trap che non ti aspetti da casa sua, a Talamone. Rilassato, ma anche disoccupato: “Non mi capitava da quando ero ragazzino”. Non per questo meno allenato, sia fisicamente sia mentalmente. Scorrendo i titoli dei giornali, non si può non parlare dell’addio di Mario Balotelli al calcio italiano. Con ritorno in Premier League.

E qui Giovanni Trapattoni è molto duro:

“Con quelli di talento bisogna avere pazienza. Io mi fermavo fino all’una di notte in camera a parlare con gente come Platini e Boniek. Ma se un braccio va in cancrena va tagliato. E’ chiaro? Balotelli è a cavallo di un destriero incontrollabile. Ha classe, entusiasmo e forza contrattuale. Non deve sciupare questo momento della sua vita. La carriera di un calciatore è breve. I treni giusti passano una, due, tre volte. Non mille. Poi ti ritrovi all’improvviso vecchio e dimenticato. C’è una persona che avrebbe il dovere di aiutare Balotelli”.

Trapattoni parla dell’agente di Supermario, Mino Raiola:

“Balotelli non è solo una miniera da sfruttare. Lui deve tutelare l’essere umano. Deve spiegargli i suoi errori, anche a costo di perderlo. Le miniere mal sfruttate si esauriscono in fretta”.

La saggezza del Trap manca oggi al calcio italiano e mondiale. Ma l’allenatore potrebbe presto rimettersi in pista: “La Cina è un pianeta curioso”. Dove c’è un certo Marcello Lippi: ct contro. Di quelli che il nostro calcio dovrà sempre ringraziare. Anche per aver gestito cavalli di razza alla Balotelli, senza farli deragliare.

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ultimo aggiornamento: 23-08-2014