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Berruto (Pd): «Caso scommesse? Provo tristezza e indignazione. Si devono fare riforme»

Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico, ha parlato in una nota del caso scommesse nel calcio

Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico, ha parlato in una nota del caso scommesse nel calcio.

NOTA – Provo tristezza, che deve trasformarsi in indignazione, che deve trasformarsi in una riforma radicale del settore. L’ennesima bufera che sta per abbattersi sul mondo del calcio non può che alimentare ancora una volta lo sconcerto verso un mondo che ha perso ogni credibilità, che continua a negarsi la necessità di una trasformazione culturale radicale e che parta dalle fondamenta. Nessuno vuole anticipare sentenze, al momento resta agli atti solo l’autodenuncia di Nicolò Fagioli, e gli avvisi di garanzia notificati a Sandro Tonali e Nicolo Zaniolo nel ritiro della Nazionale a Coverciano. Il resto lo capiremo nelle prossime ore. Il mondo del calcio ha sradicato le sue radici, piantate da più di un secolo nel terreno delle passioni, del senso di appartenenza e identità. Piantate con forza nella memoria storica e nel cuore della gente, dei praticanti, degli appassionati, dei tifosi. E siamo qui a chiederci ‘come è stato possibile?’. È stato possibile perché il calcio ha prima trasformato i suoi tifosi in clienti, allontanandoli dagli stadi e costringendoli ad acquistare due, talvolta tre diversi pacchetti offerti da pay-tv, poi si è venduto l’anima a finanziatori, spesso provenienti da altri paesi e diciamo non sempre cristallini, poi ancora ha esportato il suo prodotto verso nazioni con giganteschi scheletri nell’armadio in termini di sportwashing. E in tutto questo, e di nuovo, le scommesse. A maggior ragione quelle illegali un vero malaffare, spesso funzionale anzi necessario al riciclaggio e alle attività criminali. Mi dispiace, ma le giustificazioni non possono essere l’incoscienza o la noia. È perfino impietosamente banale ricordare che lo sport, che da poche settimane ha ricevuto il riconoscimento di diritto costituzionale, con la recente modifica dell’Art. 33 della carta, è fatto anche di doveri: come quello dei tesserati di non scommettere su eventi sportivi, come quello di rispettare la propria società, i propri compagni, i propri avversari, gli arbitri, i dirigenti, i tifosi.

Redazione F

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