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Buon compleanno a… Caleb Okoli

22 anni per Caleb Okoli, difensore dell’Atalanta che ha vissuta una stagione a fasi alterne e ora potrebbe rilanciarsi a Monza

Oggi Caleb Okoli compie 22 anni. Sono sicuramente giorni pieni per lui, oggetto di molte trattative di mercato. Il che è anche un bene, visto che il suo nome viene direzionato in diversi club, orientati a puntare su un giovane dalle potenzialità non banali.

Ed è un bene ancor più tenendo conto di quanto avvenuto nell’ultimo periodo: non si è salvato nessuno degli azzurrini che sono stati bocciati clamorosamente all’Europeo Under 21, men che meno i difensori che hanno avuto una parte decisiva nei passaggi a vuoto che hanno determinato un’eliminazione inaspettata nella fase a gironi.

La stagione in nerazzurro del ragazzo di Vicenza, è ben delimitata da fasi diversi. Ci sono tre blocchi ben distinti, un percorso netto, senza troppi bivi. Si parte dalla prima giornata nel suo caso, quando in virtù di un’ottima estate si fa un gran parlare di lui, della sua personalità, di come sembri assolutamente pronto a un ingresso nei grandi dopo un’ottima stagione trascorsa in Serie B, a contribuire alla promozione della vicina Cremonese. L’Atalanta è la casa di Okoli e al debutto in campionato figura nella formazione titolare. A Genova, al termine di 90 minuti che vedono i bergamaschi conquistare 3 punti, Caleb fa il suo esordio in A e riceve un attestato preciso da Gian Piero Gasperini, che evidenzia virtù e limiti della sua prestazione: «A me non sorprende, deve solo lavorare. Purtroppo l’ammonizione ha condizionato la sua gara, è stata un po’ ingenua ed è lecito che possa fare degli errori, ma è giovane e devo dire che ogni partita che gioca, mi convince sempre di più». Dopo 6 partite, 5 delle quali trascorse in campo e nessuna di stampo negativo, conosce l’amara realtà dei giudizi. Che in un mondo normale sarebbero un normale esercizio di critica, non in quello odierno dove diventano bulimia per haters, che iniziano a vomitargli addosso un po’ di tutto. Tanto da indurlo a un gesto forte, rivelato pubblicamente: «Sicuramente non è la prima volta che succede e dico che è sbagliato scrivere certe cose sui social. Non credo sia una cosa normale, anche se in fondo non è niente di che. A un certo punto, dopo la gara con la Cremonese, ho chiuso i commenti per non leggerli e per restare più concentrato: mi interessa solo capire come sono andate le cose e analizzare gli errori con il mister e lo staff».

Alla giornata numero 14 prende avvio la seconda parte del suo 2022-23. Colpa di due errori in Lecce-Atalanta, un concorso di colpa in entrambe le reti che determinano la sconfitta dei bergamaschi. Ancora 22 minuti in campo nella sfida successiva, poi inizia una pausa lunghissima, partite su partite osservate dalla panchina senza più un’apparizione. Per rivederlo in campo in campionato bisogna arrivare addirittura a maggio: non deve essere facile trascorrere 6 mesi con la sensazione di avere sciupato un’occasione o quantomeno di avere fornito meno garanzie rispetto alla concorrenza. Che è di valore, certo, è decisamente qualificata e con attributi d’esperienza che non si può chiedere a un giovane al suo primo anno nella massima serie. Ma se non riesci a ritagliarti uno spazio – una fetta di gloria – in una piazza come Bergamo dove la carta d’identità non suscita mai pregiudizi, non è una bel modo di vivere il presente, anche se c’è tutto il futuro davanti.

Peraltro, non è che fuori lui, le cose siano drasticamente migliorate nel rendimento difensivo. Statisticamente, anzi, si è riscontrato un calo clamoroso con la vecchia guardia: fino alla gara prima dei Mondiali, considerando le gare con Okoli in campo almeno per 45 minuti, la retroguardia nerazzurra aveva una media di 0,57 gol subiti; con il ritorno dei giocatori più esperti, l’Atalanta ha chiuso con 48 reti al passivo, quinta in classifica e solo nona difesa del torneo. Non c’è mai un solo colpevole, quando le cose non funzionano come si vorrebbe, non è questa la legge degli sport di squadra.

Redazione F

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