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Buon compleanno a… Jean Daniel Akpa-Akpro

Jean Daniel Akpa-Akpro, centrocampista del Monza, compie oggi 31 anni: buon compleanno a lui

Oggi Jean Daniel Akpa-Akpro compie 31 anni. Domenica scorsa lo si è visto in campo negli ultimi spiccioli di gara con la Salernitana. In precedenza aveva fatto il suo debutto col Monza affrontando la Lazio. Curiosamente, i primi passi in biancorosso li ha fatti contro due squadre nelle quali ha giocato. Il club campano è quello che nel 2018 lo ha portato in Italia. Jean Daniel, come ha scritto il comunicato della società brianzola al momento del suo arrivo in prestito con diritto di riscatto, «nasce l’11 ottobre 1992 a Tolosa, dove cresce anche calcisticamente, esordendo in Ligue 1 a 18 anni, il 6 agosto 2011 contro l’Ajaccio. Con il Club francese gioca fino al 2017, collezionando 121 presenze in Ligue 1 e indossando anche la fascia da capitano a soli 23 anni». Tre stagioni in Serie B, nel 2020 viene acquistato dalla Lazio.

Il centrocampo biancoceleste, com’è noto da diversi anni, è composto da un bel gruppo di giocatori di rilevante qualità. «Sono venuto per aiutare squadra e società, non c’è obiettivo particolare, se non dare il massimo, poi vedremo alla fine»: l’ivoriano si presenta così e riesce comunque a trovare spazio, accumulando 42 presenze nella prima stagione. Akpa-Akpro rimane conquistato da Simone Inzaghi, ne parla benissimo: «È un ottimo tecnico, parla tutti i giorni con i calciatori. Credo sia il migliore avuto nella mia carriera». La gemma della stagione è la rete firmata in Champions League nella trionfale gara vinta contro il Borussia Dortmund. In quel caso gli arriva un messaggio tramite social di una leggenda del suo Paese, Didier Drogba: «Congratulazioni, Akpa-Akpro. Sei un esempio da seguire per quelli che pensano di non avere possibilità. Il coraggio, la saggezza e la fede che conducono sempre alla riuscita». Un rapporto, il loro, nato tempo prima e raccontato così da Jean-Daniel: L’ho visto ai Mondiali, ho parlato con lui e ha detto che ero un uomo vero perché quando sono in campo do tutto per la squadra. Ha detto anche che in questo non devo cambiare e da lì siamo diventati amici».
Al secondo anno nella Lazio, cambia il quadro. Inzaghi se ne va e arriva Maurizio Sarri, un allenatore dal carattere spigoloso quanto dalle idee estremamente chiare su cosa chiedere alla squadra. Akpa-Akpro già dal ritiro di Auronzo di Cadore,capisce che deve convincerlo di poterci stare nel suo 4-3-3, motivando anche con ragioni etniche le sue difficoltà: «Devo crescere nella concentrazione perché qualche volta mi perdo in campo. Noi giocatori di colore facciamo cose fantastiche e altre meno. Devo essere più continuo. Mi piace il gioco di Sarri, farò di tutto per provare che posso giocare con questa squadra». I propositi non trovano riscontro sul campo, le prestazioni si diradano, sono solo 13 le presenze a fine stagione.

Normale, perciò, provare un’altra strada, peraltro proprio il club che ha reso famoso il suo tecnico: l’Empoli. In Toscana vi arriva senza alcuna recriminazione su ciò che poteva essere e non è stato: «Mister Sarri parla poco, non mi ha detto niente. Ma mi ha aiutato tanto, così come gli altri centrocampisti della Lazio. E si vede con Milinkovic e Cataldi. Anche io con lui sono cresciuto e, come ho detto prima voglio dimostrare all’Empoli che ha fatto bene a prendermi». L’annata è più che positiva: Akpa-Akpro partecipa da protagonista all’impresa della salvezza, segna contro il Bologna, si merita una certa considerazione. Tanto è vero che nell’ultima sessione di mercato, quando torna a Roma, un po’ di squadre pensano a lui come un rinforzo utile.

Alla fine è il Monza ad avere la meglio. Raffaele Palladino ne ha parlato nella conferenza stampa di vigilia della gara proprio contro l’Empoli: «È un giocatore che abbiamo individuato, siamo ai dettagli, dovrebbe fare le visite mediche e poi chiudere. È un giocatore che ha caratteristiche che ci mancano, di strappo, di gamba, ex capitano del Tolosa, ci può dare una grande mano in questo momento. Direi che a centrocampo adesso siamo cinque, c’è un bel mix di esperienza, gioco, gamba, fisicità e ne sono contento». Ci sarà dunque da battagliare anche qui per accumulare minuti e occasioni per mettersi in mostra. Ma lui è abituato e, a questo punto della sua carriera, ha anche l’esperienza dalla sua come moneta da spendere.

Redazione F

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