Sono soprattutto le società che si sentono ancora in deficit rispetto al top della Serie A (Juventus, Napoli e Milan) a muoversi tra procuratori, colleghi e mediatori vari per cercare di anticipare le possibili difficoltà del mercato aperto, ovvero quando la volontà delle big non soltanto italiane possono spezzare in un attimo trattative faticose e magari pure particolarmente lunghe. Tra questi club ci sono soprattutto Roma e Fiorentina, convinte della propria progettualità ma anche consapevoli a questo punto dei pregi e difetti delle rispettive rose.

Per questo Walter Sabatini, in totale accordo con Baldini, è partito alla caccia di un difensore centrale di affidamento ma anche di sostanziale prospettiva. Primo requisito: questa volta niente sudamericani. Serve un italiano che faccia da punto di riferimento e che non necessiti di tempi di inserimento. I nomi sul taccuino non sono più di cinque e tra questi c’era anche Angelo Ogbonna, ritenuto però oggi inarrivabile viste le mosse incrociate di almeno 4 società considerato tra le migliori d’Europa.

Non è quindi la richiesta di Cairo a poter spaventare (15 milioni?), quanto piuttosto il sano realismo. Parallelamente, allora, i giallorossi stanno andando al sodo per Davide Astori del Cagliari, con la non minima complicazione della promessa ricevuta a gennaio dal calciatore da parte del Milan di Adriano Galliani. Ma sono parole e questo i vertici della Roma lo sanno molto bene. La verità è che Astori si prende con 10/12 milioni al massimo ed è un profilo esattamente corrispondente a ciò che vanno cercando a Trigoria. Il tentativo si può dire che sia ufficialmente in atto.

Poi c’è la Fiorentina. Inutile girarci intorno: i Della Valle sanno che la permanenza di Stevan Jovetic è una causa persa. L’imminente rinnovo di Ljaijc fa parte delle strategie già dettate da Pradé in estate, quando di fatto chiedeva al giovane serbo di saper stare nel gruppo: risposta affermativa e incontro che sarà messo in agenda entro fine marzo. Ma non basta. Come non basta Giuseppe Rossi. Montella infatti pensa in futuro anche al 3-4-3 perché trovare un nuovo Pizarro sul mercato non è semplice e il cileno non può garantire costanza visti i noti problemi fisici al ginocchio.

Serve allora un “fedelissimo” che per il tecnico napoletano è anche sinonimo di garanzia sul campionato italiano: la sua scelta è “El Papu” Gomez, valore 15 milioni trattabili (la merce di Pulvirenti è sempre piuttosto cara, vero Marotta?). Più lui che Ramirez, pallino della dirigenza viola che resta convinta di poterselo assicurare per la medesima cifra. Gomez ha però già detto sì al suo ex tecnico e questo mette l’operazione in discesa, ovvero in condizione di potersi perfezionare prima che le milanesi si sveglino.

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