Il Milan perde, e male, contro il Napoli. Sconfitta che pesa non solo nel risultato ma anche nelle dinamiche con le quali è sopraggiunta. Il senso di impotenza unito alla voglia – ammirevole – di provarci, rispetto alla concretezza di colpire davvero l’avversario, è il sentimento che maggiormente agita gli animi dei tifosi del Milan.
Le assenze sono state un limite oggettivo, evidente, ma non è solo questo. Il “peso” della alternative è stata saggiato e ha dato come responso un voto ampiamente negativo. Sullo sfondo resta sempre vivo e di attualità il caso Leao, per il quale si affacciano due possibili soluzioni.
Nascondersi dietro il dito delle assenze può bastare per un’analisi sommaria delle cose. Ciò che è emerso dalla sfida di ieri è che il Milan difetta in qualità nelle sue seconde linee. Poi certamente possiamo analizzare e soppesare le assenze simultanee di giocatori del calibro di Reijnders e Pulisic, sommate a quelle di Gabbia e Theo, che hanno senza dubbio creato problemi alla scelta dell’undici titolare. Al contempo però hanno messo in luce tutte le difficoltà di una rosa che, al momento, non ha ricambi all’altezza dei titolari. In partite come quelle di ieri, forti e solide, il Milan non è riuscito a segnare nemmeno un gol. E’ la dimostrazione che qualche intervento sul mercato forse è opportuno, magari già a gennaio, ma certamente nel prossimo mercato estivo. A rendere criptico il futuro c’è sempre il caso Leao, sul quale occorre riflettere attentamente su due possibili soluzioni.
Del Milan e più in particolare di Leao, ne ha parlato Peppe Di Stefani a Sky Sport. Il giornalista, molto vicino ai fatti di casa Milan, ha affermato che “Fonseca vorrebbe delle cose diverse da Leao: in campo, negli atteggiamenti, in fase difensiva e offensiva; vede che ha in mano una macchina velocissima, ma che velocissimo non va. Le soluzioni sono due: o fai come Pioli, che aveva capito pregi e difetti del ragazzo, a cui era andata bene con i risultati degli ultimi anni, oppure fai come Fonseca, che usa bastone e carota per stimolarlo, ma bisogna poi capire se poi Leao è la persona giusta per recepire questo tipo di stimoli”.
Le due possibili soluzioni offerte da Peppe Di Stefano confermano quanto influisca il rendimento di Leao sui risultati della squadra e non solo. Un suo impiego a mezzo servizio non serve né al giocatore, tanto più al Milan. Un suo recupero è quanto di meglio si possa augurare Fonseca per proprio futuro sulla panchina rossonera.
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