Il Catania è ancora frastornato per la retrocessione dopo otto anni di Serie A e se Antonino Pulvirenti, il proprietario del club, non vuole che il giocattolino si rompi definitivamente dovrà programmare oculatamente la prossima stagione per una sollecita promozione come fatto in passato da Parma, Chievo, Sampdoria e, ultimo esempio, il Palermo; un anno fa il numero uno degli etnei decise di affidare a Pablo Cosentino, fino ad allora noto agente Fifa, buona parte del potere decisionale in seno alla dirigenza rossoazzurra, promuovendolo di fatto a vice-presidente. Le scelte di Cosentino col senno di poi si sono rivelate sbagliate, o forse ha sbagliato Pulvirenti a scegliere lui, di fatto è ancora saldamente al proprio posto ed è già al lavoro per organizzare il prossimo delicato mercato catanese.
Il primo tassello è stato quello di confermare sulla panchina Maurizio Pellegrino, per quanto riguarda la rosa dei giocatori è tutto ancora in divenire; l’ultima indiscrezione riguardante il sodalizio siciliano proviene curiosamente da un ristorante di Milano dove mercoledì sera hanno cenato il già citato Cosentino e l’ex Imperatore dell’Inter Adriano. L’incontro non è passato inosservato perché solo pochi giorni fa il brasiliano aveva spiegato di esser pronto a tornare in Italia a qualsiasi ingaggio e in qualsiasi categoria; l’ennesima presunta redenzione di Adriano potrebbe far gola a un club come il Catania, pratico nel gestire giocatori sudamericani (argentini in particolare) e che in seconda serie potrebbe garantire all’ex verdeoro un palcoscenico non troppo impegnativo per quelle che sono le sue potenzialità.
Intercettato per capire quanto ci sia di vero nelle voci trapelate, Adriano ha spiegato:
“Sono in Italia per delle cose mie, al momento non c’è nulla di concreto con le squadre italiane, ma mi piacerebbe ritornare a giocare nel vostro campionato. Cosentino? Mi ha chiesto come sto. Mi piacerebbe giocare in Italia, il Catania è una bella squadra come altre. Serie B? Non guardo la categoria, io faccio il calciatore e voglio giocare, non importa se in A, B o C. Vediamo”.
Che sia improvvisamente tornato sulla retta via dopo le recenti catastrofiche esperienze in patria, appare alquanto improbabile, così come i chili rimangono di troppo; di sicuro c’è che Adriano ha ancora 32 anni e almeno ipoteticamente sarebbe in grado di fare la differenza in cadetteria: che il Catania si assumerà il rischio di ingaggiarlo?
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