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Con cosa ne esce Allegri da casa Agnelli

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Per gli juventini il vernissage di Villar Perosa è sempre qualcosa di speciale. E anche per il casato Agnelli. Sono i volti, la vicinanza del tifoso anche medio, le parole a rendere atto a questo storico appuntamento. Che poi infine è giusto guardare dal suo lato calcistico della cosa, e cosa ne esce a 10 giorni di distanza dal battesimo in campionato della squadra tre volte a fila campione d’Italia.

Innanzitutto il consolidamento della difesa a quattro, il passaggio che da formale diventa sostanziale, con “coppie miste” chiamate al test. Prima Marrone-Chiellini, e di un Marrone sotto esame anche in chiave mercato ne parleremo dopo; poi Bonucci-Ogbonna che potrebbe essere la scelta iniziale in campionato di Massimiliano Allegri per tamponare le previste assenze contemporanee di Barzagli e Chiellini. Caceres permettendo, che al momento opera ancora da vice Lichtsteiner ma che sa fare tutto e tutto abbastanza bene. Buone sensazioni, in generale. A parte una “bevuta” di Lichtsteiner, diventato micidiale in fase offensiva, che concede il gol alla formazione Primavera sbagliando i tempi di una diagonale piuttosto goffa. Ma sono sottigliezze, così come immaginare chi sarà il titolare a sinistra tra Evra e Asamoah (cioè il primo, capitano della nazionale francese con l’africano messo alla prova nel suo ruolo originario di intermedio di sinistra).

Poi i nuovi arrivati in generale. Di Evra abbiamo detto, e la sua prima dote anche di fronte ai giovani è evidente: gioca pulito, lineare, e la palla scorre, la manovra ne trova giovamento. La vera sorpresa resta l’argentino Pereyra, forse il migliore in Val Chisone, tremendista palla al piede quando può agire in verticale, bravo nel sacrificio anche se a recuperar palloni non è Vidal (ma come movenze gli somiglia sempre più). Infatti Allegri lo sistema più avanti, da guastatore-rifinitore di destra che può giostrare dentro il campo rispetto all’ala tradizionale (rispetto a Pepe per esempio). Veramente ottimo, sicuro, autorevole, caparbio. Di Romulo invece ancora nessuna traccia se non al fianco dell’allenatore in panchina dove si vede per la prima volta anche il neo collaboratore tattico Aldo Dolcetti.

Infine i giovani. Ovvero il futuro (virtuale) della Juventus che si rinnova anche dopo Antonio Conte. Ovvero ancora il nucleo dal quale dovranno comunque spuntare i quattro nomi per la lista Champions: dando per assodati Giovinco e Marchisio e con De Ceglie in uscita assicurata (duello Parma-Palermo) serviva capire da dove poter attingere. Ed ecco quindi Marrone che recupera posizioni, da difensore, lui che fino a pochi giorni fa continuava a sentirsi centrocampista. Allegri pare averlo convinto.

Se dunque arriverà qualcuno dal mercato sarà perché uno tra Bonucci e Ogbonna avrà salutato la truppa entro il 1 settembre. Infine il quarto, cioè con ogni probabilità il centrocampista mancino 1997 Vitale. Uno che ad Allegri ricorda se stesso da giovane. Ha pure segnato, di fino. Se così sarà anche questo tassello “burocratico” a pochi giorni dai sorteggi è infine risolto.

lucamomblano

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