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Copa Libertadores: rissa tra i giocatori del San Lorenzo e la polizia (Video)

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Finisce male, malissimo, la gara di Copa Libertadores tra gli ecuadoregni dell’Independiente del Valle e gli argentini del San Lorenzo: un rigore concesso alla squadra di casa e che ha sancito la quasi certa eliminazione degli ospiti, ha scatenato la furia dei giocatori del San Lorenzo che dopo aver tentato di aggredire l’arbitro e i suoi collaboratori, sono entrati in contatto con la polizia locale, che non ha lesinato qualche manganellata. Allo stadio Municipal RumiñahuiStadium di Quito, i padroni di casa hanno sfoderato un’ottima prestazione al cospetto dei più blasonati colleghi argentini, portando a casa alla fine un importantissimo 1-1 che ha costretto praticamente il San Lorenzo a dire addio alla Champions League sudamericana.

La partita era stata caricata a mille dal tecnico “El Patòn” e sembrava che le cose si fossero messe bene sin dal primo tempo, quando il San Lorenzo trovava il vantaggio con Nicolas Blandi. La manovra degli argentini sembra poter garantire il controllo della partita, ma nei minuti finali si consuma il dramma sportivo con Màs che atterra in modo plateale un avversario nella propria area di rigore al minuto 94. L’arbitro non può fare altro che decretare il calcio di rigore: dal dischetto si presenta Junior Sornoza (classe 1994), uno dei più promettenti talenti dell’Independiente del Valle, e il portiere del San Lorenzo viene battuto. Appena la palla s’insacca per il gol del definitivo 1-1, il direttore di gara decreta la fine dei giochi e si scatena la rabbia dei calciatori ospiti.

L’arbitro e i suoi assistenti vengono subito accerchiati dai giocatori del San Lorenzo e cercano di portarsi verso il centrocampo. Gli animi sono troppo accesi e la polizia locale, presente a bordo campo, raggiunge subito la terna arbitrale per dar loro protezione. Cominciano a volare parole grosse e spintoni, parte qualche manganellata e qualche giocatore si surriscalda ulteriormente. Alla fine, tecnici e altri tesserati riescono a convincere i più esagitati che è il momento di rientrare negli spogliatoi.

Mirko Nicolino

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