La Cremonese che sale dalla Serie B alla Serie A senza passare dai play off era un laboratorio calcistico: in mano a Pecchia, con alcuni dei giovani più interessanti del panorama italiano (Fagioli, Gaetano e Carnesecchi), i grigiorossi sembravano una nuova versione del Pescara di Zeman. L’approccio con la Serie A però è stato poco clemente. Intanto per i numerosi cambi, partendo dalla panchina, dove Pecchia risolve il contratto per accasarsi al Parma e al suo posto arriva Alvini, alla prima esperienza nella massima serie. Mancano anche Fagioli, che torna alla Juve e Gaetano, direzione Napoli. Carnesecchi dopo uno stallo con l’Atalanta viene rinnovato il prestito, anche se il portiere deve fare i conti con un infortunio alla spalla. Dal mercato arrivano giocatori come Dessers, finalista di Conference League con il Feyenord, Okereke dal Bruges e Chiriches e Sernicola dal Sassuolo.
Eppure, nonostante l’impegno messo in campo, la Cremonese stenta. Si toglie la soddisfazione di un pari con il Milan e con l’Udinese, di aver impegnato il Napoli (che dilaga solo nel finale), ma la casella delle vittorie per tutto il 2022 in Serie A rimane ferma a 0. I grigiorossi sono al terzultimo posto, virtualmente retrocessi e nel 2023 all’impegno vanno accompagnati i risultati, se vogliono sperare in una salvezza che, al momento, è appena un lumicino.
L’articolo Cremonese voto 5: l’impegno c’è, ma non basta proviene da Calcio News 24.
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