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Dopo il derby si riaccendono le polemiche su Simone Inzaghi: cosa è successo a San Siro

Derby di Coppa Italia: Milan e Inter pareggiano 1-1, ma è l’irrequietezza di Inzaghi a tenere banco. Il tecnico nerazzurro, noto per la sua passione focosa, rischia ancora una volta la squalifica con i suoi gesti plateali.

Il derby di Coppa Italia tra Milan e Inter, finito ieri sera con un 1-1 combattuto, ha lasciato il segno non solo per i gol di Abraham e Calhanoglu, ma anche per una tensione palpabile che ha incendiato San Siro. In un match cruciale come la semifinale d’andata, ogni dettaglio conta, e Simone Inzaghi lo sa bene. Il tecnico nerazzurro, però, ha vissuto la partita con un’energia quasi incontenibile, tradotta in gesti plateali e continue sortite fuori dall’area tecnica. Non è una novità: Inzaghi è un allenatore che sente il gioco visceralmente, ma questo approccio gli è già costato caro in passato, con multe e squalifiche. Ieri, però, la sua irrequietezza ha dato vita a un episodio che ha fatto sobbalzare spalti e tifosi davanti agli schermi.

Theo Hernandez e il “dribbling” a Inzaghi

Corre il 38’ del primo tempo: il Milan spinge sulla sinistra, Leao vede lo scatto di Theo Hernandez e lo serve. Il terzino francese parte a razzo, ma si trova davanti un ostacolo fuori copione: Simone Inzaghi, che, lontano dalla sua panchina, staziona quasi sul bordo del campo. Theo non si scompone: con un movimento rapido lo supera, scansandolo come fosse un avversario da dribbling. L’azione non decolla, ma il momento diventa subito iconico. San Siro si divide tra chi ride e chi protesta, mentre Inzaghi, colto in fallo, rientra nei ranghi con l’aria di chi sa di averla combinata grossa. Sui social esplode il caos: i milanisti parlano di interferenza, i nerazzurri di un semplice eccesso di passione. Un fotogramma che vale più di mille parole.

Regolamento sotto i riflettori: Inzaghi nel mirino?

Il regolamento è chiaro: l’area tecnica è un confine sacro, e oltrepassarlo può costare ammonizioni o peggio. Inzaghi, recidivo in queste scorribande, ieri ha rischiato grosso, anche se gli arbitri hanno sorvolato. I tifosi rossoneri, però, non ci stanno: “Theo è stato rallentato, serviva un intervento”. La verità è che l’allenatore interista vive il calcio come una battaglia personale, un pregio che a volte si trasforma in tallone d’Achille. Il pari tiene viva la sfida, ma questo episodio accende un riflettore sulle sue intemperanze. Il ritorno del 23 aprile è lontano, ma il derby, con o senza VAR, non smette mai di regalare storie da raccontare.

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Redazione F

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