La FIGC per Euro 2032 ha stilato il suo dossier per quanto concerne le città a cui destinare la disputa delle partite della UEFA: Roma (Olimpico), Milano (San Siro), Torino (Allianz Stadium), Napoli (San Paolo), Genova (Ferraris), Bari (San Nicola), Firenze (Franchi), Bologna (Dall’Ara), Cagliari (Sant’Elia) e Verona (Bentegodi).
Nonostante tale contesto richieda di avere degli impianti all’altezza, non è stato preso in considerazione il Gewiss Stadium di Bergamo: oltre ad essere uno stadio di proprietà è anche uno degli impianti più moderni del campionato italiano. Scelta un po’ paradossale visto che lo stadio dell’Atalanta a fine 2024 sarà un vero e proprio gioiellino con l’abbattimento e costruzione della Sud, oltre che a rispettare tutte le proroghe imposte dalla UEFA: a differenza di molti altri impianti (anche tra quelli inseriti) che invece avrebbero bisogno di molto più di un semplice cambio di seggiolini.
Certo, mancano ancora 9 anni a tale avvenimento e le società hanno tutto il tempo di prepararsi, ma dall’altra parte è un peccato che venga a mancare un riconoscimento nei confronti di una società che è stata modello anche sotto questo punto di vista: tra chi presentava plastici e chi invece, come la famiglia Percassi, ha lavorato a testa bassa per dare a Bergamo e all’Atalanta un gioiello architettonico.
L’articolo Euro 2032, perché escludere il Gewiss Stadium di Bergamo? proviene da Calcio News 24.
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