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Ferlaino: “Avevo venduto il Napoli a Emanuele Filiberto di Savoia e rifiutato l’offerta di De Laurentiis”

[blogo-video provider_video_id=”jMXanNaip1E” provider=”youtube” title=”TELELUNASET: INTERVISTA A CORRADO FERLAINO DEL 4 NOVEMBRE 2013″ thumb=”” url=”http://www.youtube.com/watch?v=jMXanNaip1E”]

In occasione della presentazione del libro ‘Papaveri e Papere – Prodezze e nefandezze dei presidenti del calcio’ dei giornalisti Massimo Arcidiacono e Maurizio Nicita, Corrado Ferlaino ha fatto rivelazione di sicuro impatto mediatico in merito al suo stra-noto passato da presidente del Napoli, quello dei due scudetti, delle coppe Europee e di Diego Armando Maradona.
L’ingegnere 82enne ha svelato che tra i possibili acquirenti della società azzurra c’è stato anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Tutto sarebbe avvenuto nel 2000.

Avevo venduto il Napoli ad Emanuele Filiberto di Savoia, ma il principe al momento della firma mi disse che, alla vigilia dell’estate, avrebbe voluto poi rivenderne le quote offrendole dal suo gommone ai ricchi nobili che avrebbe incontrato al mare, all’isola di Cavallo. Così facendo mi ricordò il tarallaro del Cilento che offre a destra e a manca i suoi prodotti. Capii che non era cosa buona per il Napoli. Feci saltare tutto.

Ferlaino ha anche raccontato di aver rifiutato nel 1999 un’offerta di 100 miliardi di lire di un certo Aurelio De Laurentiis, dal 2004 diventato patron del Napoli, dopo il suo fallimento.

Non trattò con me, allora. Cercò di farsi pubblicità e non ritenni seria quell’offerta. Del resto capisco che per lui fu più semplice prendere il Napoli dal fallimento, perché ai miei tempi l’indebitamento era molto più alto perché non c’erano gli introiti dei diritti tv.

Ferlaino ha infine parlato anche di calcioscommese e di come avesse escogitato un metodo piuttosto costoso (e forse non del tutto efficace) per rimediare a qualche furbata di troppo dei suoi calciatori:

Quando di scandali scommesse non si parlava, avevo il sospetto che quelle clandestine prendessero piede. Grazie a un questore dell’epoca, venivo avvertito di probabili interventi esterni sui giocatori. A quel punto raddoppiavo e triplicavo i premi per sventare i danni al Napoli.

I sospetti che si riferisca anche alla stagione 1987-88 quando il Napoli perse lo scudetto in extremis dopo la sconfitta interna contro il Milan per 2-3 sono legittimi. A giudicare dalla frase di chiusa pronunciata dallo stesso Ferlaino:

L’estate successiva con qualche cessione sistemammo le cose.

Massimo Galanto

Classe 1988, pugliese di nascita, è giornalista pubblicista dal 2010. Scopre il mondo dei blog per caso, dopo esperienze legate ai giornali di ‘carta’. Laureato prima all'Università degli Studi di Bari e poi a La Sapienza di Roma, vive nella Capitale. Ma in questo momento potrebbe essere ovunque.

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