Un esordio vincente e convincente quello della Francia, che ha regolato l’Australia per 4-1 e ha almeno 4 motivi per essere felice di questo battesimo qatariota, ancor più del primo posto in classifica guadagnato anche grazie al pareggio senza reti di Danimarca-Tunisia.
1) Aver superato le difficoltà. Non solo perché si è trovata in svantaggio, situazione che non aveva mai vissuto nel girone nel Mondiale di 4 anni fa e che in poco tempo ha ribaltato. Importante è che una squadra apparsa un po’ sorpresa dalla determinazione degli avversari e
che faticava a trovare un centro motore del gioco, sia andata oltre: dapprima affidandosi alle accelerazioni sugli esterni che sono la risorsa principale per caratteristiche dei suoi giocatori, poi trovando in Rabiot e Theo Hernandez i giocatori risolutivi, a proseguire l’onda lunga di quanto di buono hanno già mostrato nel nostro campionato.
2) Una forza tecnica senza eguali. Forse la Francia, anche per le assenze della prima e dell’ultima ora, non ha ancora un’anima: non è bella abbastanza, non è determinata e rocciosa come ai tempi di Matuidi, Pogba e Kanté, non è neanche un punto d’incontro – sebbene al ribasso – di entrambe le cose. Ma ha una consapevolezza di essere superiore che si può misurare perfettamente nelle due coppie di gol fatte. Per la fattura delle realizzazioni; perché 3 gol di testa sono un fatto, una costante che moltiplica la fiducia in una soluzione che altri non hanno; e perché in entrambe le fasi ha prima ribaltato e poi chiuso la gara in pochi minuti. Quando decide, la Francia sferra il colpo del ko e sembra narcisista il giusto, non eccede pur potendoselo permettere.
3) Il rifinitore. Che agisca tra le linee o che parta più indietro svolgendo compiti da mezzala, la partita di Griezmann è stata determinante. Ha fornito assist in quantità industriale e qualità
sopraffina. Potrebbe essere lui la novità trovata da Deschamps per massimizzare il gioco quando si arriva a ridosso o in area. Semmai c’è da correggere la mira delle punte: che segnano, ma potrebbero fare di più. E la Francia ha tirato 24 volte in porta…
4) La velocità. Se il Brasile sarà quello visto in certi test pre-Qatar, stupirà tutti nella velocità d’esecuzione. Ma nessuno ha i cambi di passo della Francia. E non solo perché Mbappé sembra Jacobs (o è viceversa). La sensazione è che quando parte uno palla al piede si crei una chimica istintiva nei compagni. Non sempre funziona tutto, talvolta si va fuori giri e si arriva a concludere scoordinati, ma le premesse sono davvero interessanti.
L’articolo Francia: 4 gol, 4 motivi per sorridere proviene da Calcio News 24.
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