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Garlando: “I quattro motivi per cui l’Inter ha perso con la Lazio”

I nerazzurri hanno perso malamente contro la Lazio con lo stesso risultato di un anno fa; ora scattano gli allarmi.

Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport realizza una lunga analisi tattica di Lazio-Inter 3-1. “Bisogna andare oltre il risultato (solito tiranno) e dire una cosa apparentemente incompatibile con il 3-1: nella prima mezz’ora e a inizio ripresa si è vista la migliore Inter stagionale. Di più: si è vista la squadra più bella, più dominante ammirata in queste prime giornate. Per la prima volta ha giustificato l’etichetta di favorita che i più le riconoscono. Perché allora l’Inter non ha vinto? Primo: perché l’assist di Milinkovic non era in grado di farlo nessuno”.

Romelu Lukaku

Cross sì, assist no. È mancata la qualità della rifinitura nei momenti di dominio: l’ultima goccia. Con tutto il rispetto per il buon Gagliardini, quel triangolo di Sarri è un’altra cosa. Quando manca Calhanoglu, visto che tutti per riflesso condizionato marcano Brozovic, si sente. L’idea Dybala aveva senso proprio per alzare la qualità dell’ultimo passaggio. E l’avrebbe avuto ancora di più (l’avrebbe) mettersi in rosa lo scontento Luis Alberto che Inzaghi conosce bene. Secondo: Lukaku ha aspettato palloni che cadevano dal cielo, da fermo. Raramente è andato incontro alla sfera o ha dettato spazi, come in genere fa e come deve fare per diventare veramente pericoloso. Altrimenti si consegna alle manette dei difensori. Una sola volta ha scatenato la corsa nella profondità. È in ritardo, pesante, imballato, va ritrovato. Terzo: la difesa, che ha beccato 15 gol in 8 uscite stagionali. Un solo clean sheet (Spezia). Incomprensione Dimarco-Bastoni sul primo gol, incerto Darmian (e altri) sugli ultimi due. Darmian introduce il quarto punto: i cambi. Ci sta sostituire gli esterni dopo la grande pressione e il gran caldo in campo, ma di sicuro l’ingresso di Darmian e del pasticcione Gosens non ha dato una spinta alla squadra. Per quanto stanco, dell’impetuoso Dumfries di ieri si è sentito subito la nostalgia. La storia l’hanno fatta i cambi di Sarri. A Inzaghi il primo compito difficile della stagione: traghettare al derby un’Inter con meno lividi possibili”.

Redazione

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