Gennaro De Tommaso, detto Genny ‘a carogna, è stato condannato a due anni e due mesi per resistenza a pubblico ufficiale e per aver scavalcato le recinzioni dello Stadio Olimpico di Roma la notte della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. I fatti risalgono al 3 maggio 2014, quando prima della finale di Tim Cup fu ferito a morte Ciro Esposito: dentro lo stadio fu il caos con una vera e propria trattativa tra ultrà partenopei e istituzioni che ha fatto vergognare l’Italia davanti al mondo intero.
Oggi, intanto, il tribunale di Roma ha emesso la condanna nei confronti del ‘protagonista’ assoluto della serata, il capo ultras del Napoli che pur essendo totalmente estraneo alla morte di Ciro Esposito, il 3 maggio 2015 si rese protagonista di resistenza a pubblico ufficiale durante i tafferugli scoppiati prima della finale di Coppa Italia e per aver scavalcato poi la recinzione della curva dell’Olimpico in modo da avviare la ‘trattativa’ con il capitano azzurro Marek Hamsik.
Nessuna sanzione, invece, per la maglietta indossata quella notte dallo stesso Gennaro De Tommaso e riportante la scritta “Speziale libero” (riferimento all’ultrà catanese in carcere per l’uccisione dell’ispettore Raciti). Le richieste del pm Albamonte erano state di 3 anni e sei mesi di reclusione, ma il giudice ha sentenziato una pena minore.
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