Erling Haaland viaggia a medie impossibili. Capocannoniere in Premier con 11 gol gol in 8 partite, si è preso il gradino più alto del podio anche in Champions League con 5 reti nel girone d’andata. Dalla sua, oltre a una potenza senza eguali, ha due fattori di squadra per pensare che diventerà il re dei goleador in Europa: il Manchester City è una squadra che verosimilmente andrà molto avanti. E lo farà con quel gusto per la goleada che vede il norvegese protagonista e insieme beneficiato della volontà della squadra. Com’erano stati gli altri inizi in Champions League di Haaland? Sembra incredibile, ma è anche andata così.
Nel suo debutto con il Salisburgo, e quindi con un coefficiente di difficoltà maggiore rispetto alla banda Guardiola, chiuse il girone d’andata anche lì in testa e con ben 6 gol (3 al Genk, 1 al Liverpool, 2 al Napoli). Siamo nel 2019-20. L’anno dopo, che lo vedrà trionfare nella classifica dei goleador col Borussia Dortmund, chiude ancora in vetta, ma con “soli” 4 centri e in compagnia di molti: Rashford, Diego Jota e Morata. Infine, l’anno scorso, che non fa testo, perché dopo la rete alla prima gara è costretto a fermarsi e di fatto la sua Champions League durerà solo 3 partite.
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