Ancora una volta il Milan usa il proprio sito ufficiale per lanciare strali al mondo arbitrale: lo ha fatto in occasione del gol di Muntari a San Siro contro la Juventus, per il gol-non gol di Catania e accade nuovamente oggi per evidenziare l’effettivamente macroscopico errore di Parma – Milan. Il club rossonero è furioso con l’arbitro Valeri, tanto da portare Adriano Galliani a chiedere delle “scuse pubbliche” da parte del fischietto o da chi per lui. In occasione del gel del decisivo 3-2 da parte del Parma contro i rossoneri, il fallo di Zapata su Sansone avviene effettivamente vicino al cerchio di centrocampo, mentre Parolo si porta la palla un bel po’ di metri in avanti, prima di caricare il tiro che andrà ad insaccarsi alle spalle di Gabriel con la complicità della barriera che si aprirà in modo dilettantesco.

Ci risiamo, urla il Milan, ancora una volta penalizzati: da qui la decisione di pubblicare sul sito AcMilan.com le foto dell’accaduto, anche perché Valeri, secondo il club di Berlusconi, è recidivo visto che lo scorso anno nel derby d’andata avrebbe annullato un gol regolare a Montolivo e non concesso un rigore solare a Robinho. Ovviamente un discorso a senso unico, che non ha trovato appiglio: anzi, il numero uno dell’Aia, Nicchi, evidenzia l’errore macroscopico della barriera del Milan e gli errori dei rossoneri nella gara con i Ducali. Altro che scuse…

“Noi non dobbiamo chiedere scusa a nessuno – spiega Nicchi -. Non è che Galliani vuole le scuse dai suoi giocatori? A parte le battute in campo non ho visto errori particolari. Almeno non ho visto situazioni non percepite dall’arbitro ma percepite da altri protagonisti in campo. La punizione di Parolo, ad esempio, è stata battuta da una posizione non corretta, è innegabile: di questo non ha avuto percezione in campo il direttore di gara ma neanche i giocatori, che non hanno fatto alcuna rimostranza”.

La storia si ripete, dunque e il Milan, godendo di una cassa di risonanza senza eguali (il suo proprietario ha anche l’impero televisivo più seguito in Italia), passa ancora una volta per la squadra perseguitata dagli arbitri. Davvero strano perché le statistiche dicono tutt’altro, ossia che il Milan è la squadra che ha avuto più rigori in Europa negli ultimi 5 anni (saranno davvero stati tutti sacrosanti?), ma il dato diventa ancora più impressionate se lo si allarga agli ultimi 20 anni. Il Milan domina dall’alto dei suoi 161 rigori a favore, seguito dalla Roma con 149, poi la Lazio con 140 e l’Inter con 136. La Juventus, che per il sentimento popolare è “la squadra più avvantaggiata” (considerate che negli ultimi 20 anni è inclusa la parentesi della Triade e Calciopoli) è indietro con 128 rigori a favore.

Cifre che non trovano chiaramente molto spazio nelle TV, soprattutto quelle la cui proprietà è la stessa del Milan. così come non hanno trovato la stessa cassa di risonanza le immagini di inizio azione, in occasione del gol ingiustamente non assegnato a Muntari durante Milan – Juve del febbraio 2012. La battuta del calcio d’angolo da cui scaturisce il gol non è regolare: Emanuelson è fuori dal campo e non è il calciatore incaricato a battere l’angolo (lui e solo lui può uscire e rientrare per calciare). È un dettaglio, come una punizione che si batte non nel punto esatto nella quale avviene il fallo: un calciatore non può entrare ed uscire dal campo senza autorizzazione del direttore di gara, che appena ravvisata questa infrazione deve pure ammonire il calciatore. Nel caso specifico, Emanuelson ha abbandonato per una decina di secondi il campo senza alcun motivo e nel momento in cui rientra in campo (Robinho gli passa la palla), l’arbitro avrebbe dovuto fermare il gioco, ammonire il calciatore del Milan con la conseguenza che non ci sarebbe stato alcun gol non dato a Muntari.

Si dirà ovviamente che non succede quasi mai una cosa del genere e che queste sanzioni non avvengono più. Vero, ma quante volte in una partita falli laterali e calci di punizione non vengono battuti nel punto esatto in cui vengono decretati e il direttore di gara di turno non prende alcun provvedimento?

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