In quindici giorni la Juventus ha rivoltato i preconcetti che la volevano in evidente difficoltà oggettiva nel trattare giocatori che fanno gola anche all’estero con club storicamente rivali quali Torino e Fiorentina. Del discorso Jovetic si legge un po’ di tutto, ma i bianconeri si sentono blindati (pur essendo ancora lontani dalla conclusione) da un lavoro ai fianchi sui Della Valle e sul giocatore che dura ormai da un anno e mezzo. Quel che invece fa più clamore è l’avvicinarsi concreto del giovane difensore Angelo Ogbonna ai cugini, trattativa su due fronti che la Juventus è a un passo dall’ultimare dopo aver contemporaneamente superato il Milan (che nicchia da ormai 6 mesi infastidendo i vertici granata) e convinto Urbano Cairo che la cosa “si può fare”.
Per dirla alla Conte, la cosa in realtà “si deve fare”. Ogbonna è una sua prima scelta, la prima scelta in assoluto almeno tra gli italiani. Più di Astori, molto più di Bocchetti, certamente più del Gastaldello di turno. Il tecnico vuole infatti un potenziale titolare a prescindere dai tre intoccabili attuali (tutti rigorosamente riconfermati) e ritiene Ogbonna l’uomo giusto nell’estate giusta: la Juve sa bene che servono 15 milioni di euro, con un pizzico di sconto se dentro la trattativa riesce a metter dentro almeno uno dei calciatori graditi dall’ormai insediato Ventura.
I nomi sono quelli di Marrone (difficilissimo), Giaccherini (difficilissimo), Gabbiadini (difficile) e i più possibili Padoin e Sorensen. Resta comunque una trattativa complessa, quella per Ogbonna. Ma le reazioni “private” di Arsene Wenger che a un certo punto ha pensato davvero di poter arrivare comodamente al centrale nativo di Cassino sono la cartina di tornasole di quanto la Juve sia davvero avanti nel concludere con il Torino. Da qui l’intervento di disturbo dell’Arsenal su Jovetic, società affascinante per il montenegrino ma tuttora seconda scelta dopo appunto i bianconeri e il Manchester City.
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