Non siamo andati poi così lontani dal quattro su quattro in questa seconda giornata di Champions League, nella quale è soltanto la Juve a leccarsi le ferite (e che ferite…). Dopo il comodo successo dell’Inter in Repubblica Ceca, è arrivata infatti la conferma del Napoli anche in Scozia e l’accelerazione del Milan contro la Dinamo Zagabria a sigillare la vetta dei rispettivi gironi.
Ma le note dolenti, come detto, sono arrivate dall’Allianz Stadium di Torino, laddove i bianconeri hanno confezionato l’ennesima prestazione sconcertante di questo inizio di stagione tutt’altro che entusiasmante. La carica di Milik e compagni si esaurisce infatti dopo i primi, discreti quindici-venti minuti.
Perché da quel momento in poi c’è stata una sola squadra in campo o giù di lì, ovvero il Benfica. Ed è quasi incredibile che il risultato finale sia stato solo 2-1 in favore dei portoghesi che nel secondo tempo hanno letteralmente dominato, sciupando più di un’occasione per dilagare contro una Juve ormai allo sbando.
E per Max Allegri è arrivato decisamente il momento di assumersi responsabilità nette e chiare, perché il rischio stillicidio è dietro l’angolo. Ridare immediate identità, fiducia e credibilità a questa squadra deve essere il primo passo, incassare sei punti dal doppio confronto con il Maccabi Haifa l’unica via per restare vivi in quella Champions League che fino a pochi anni fa sembrava essere il suo terreno di caccia preferito.
L’articolo Juve che disastro, la Champions League non è (più) terreno di Allegri proviene da Calcio News 24.
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