Serie A

Juventus-Bologna: un pareggio che vale una sconfitta, le colpe dei dirigenti

La Juventus pareggia una partita mal giocata, mai veramente addentata con un tecnico che non sa cosa fare.

La Juventus non ha solo pareggiato contro il Bologna in casa, ma perde anche la voglia di andare a vincere la partita con il fuoco che si ci aspetta all’Allianz Stadium. I perché sono da distribuire a partire dalla dirigenza fino a passare ad Allegri e giocatori.

Ma partiamo dall’inizio, nella fase cruciale del campionato, Arrivabene scarica pubblicamente il numero dieci bianconero, Paulo Dybala. Da quel momento l’argentino compie un solo assist e nessuna rete, con prestazioni più attente a non farsi male che a vincere fino alla fine. Altro giocatore scaricato è Federico Bernardeschi, che comincia a rallentare anche in allenamento, gioca solo scampoli di partita senza mai incidere con qualcosa di concreto. Senza dimenticare un Alex Sandro che praticamente ha smesso di giocare ad alti livelli.

Arrivabene Nedved

La partita con il Bologna offre un Vlahovic ridimensionato, finalizzatore mai servito. Gli unici che ci provano fino alla fine sono Morata, Rabiot e Cuadrado con tutti e tre con limiti dietro senza un vero gioco che li mette al massimo delle condizioni.

Zero idee, primo tiro in porta solo nel secondo tempo ad opera addirittura da De Sciglio dalla trequarti. Solito episodio dubbio in area di rigore, che sembra appunto un rigore. Rigore non dato per millimetri secondo il var, dalla punizione del limite scaturiscono due espulsioni per il Bologna.

La prima per chiara occasione da rete (con il rigore non ci sarebbe stata espulsione) e la seconda per reiterati insulti all’arbitro. A quel punto la Juventus fatica a trovare la anche con due uomini in più, Morata in acrobazia trova Vlahovic che di testa mette dentro la rete, nel mentre Cuadrado poco prima del rigore prende la traversa a porta vuota.

Chiaro che i bianconeri, sono in calata, la rosa è scaricata e l’allenatore non riesce a dare un minimo d’impronta alla squadra e un piano tattico adeguato.

Redazione

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