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Juventus-Parma: il tridente Tevez – Morata – LLorente spaventa la concorrenza

Massimiliano Allegri difficilmente li schiererà uno vicino all’altro dall’inizio, ma anche in caso di staffetta – dopo il 7-0 al Parma, il tridente TevezMorataLlorente – il tridente spaventa la concorrenza. Era da 31 anni che la Juventus non segnava sette gol in campionato (fu l’Ascoli, allora, la vittima): c’erano Platini e Rossi, quel pomeriggio al Comunale. Pochi giorni dopo, la Signora del Trap ne avrebbe fatti sette pure al Lechia Danzica in Coppa.

Se è vero che la formazione di Donadoni ha fatto più o meno da sparring partner, è altrettanto vero che ora pure Allegri c’ha il suo tridente da paura. Ricordate il Ma.Gi.Ca del Napoli, composto di Maradona, Giordano e Careca? Ebbene, oggi il messaggio forte e chiaro alla Roma e anche ai partenopei lo lancia Madama con Te.Mo.Llo. Detto proprio alla romana: noi ce ne andiamo, adios ragazzi. Vero che poi i giallorossi hanno vinto facile con il Torino, restanto a -3. Ma il trio argentino – ispanico l’sms a Pallotta e Garcia l’ha inviato forte e chiaro.

E probabilmente sotto il Cupolone non lo ammetteranno mai, ma pure loro hanno ribattezzato il tridente bianconero, leggendolo però al contrario. Llo.Te.Mo. Lo temo, sì. Perché se davvero la Juve ha trovato la quadratura con il nuovo modulo ad albero di Natale, per gli altri – almeno in Italia – ci sarà poco da stare ..allegri. Questo è l’uomo che aveva chiesto ai suoi, poco più di 24 ore prima del nubifragio sul Parma, maggiore concretezza ai suoi.

E’ stato accontentato. Persin troppo. Nella porta di Mirante son piovuti palloni e tiri praticamente a ogni azione. Se Llorente ha fatto di nuovo il Llorente, l’Apache si è inventato un gol alla Weah (0 alla Maradona, per restare in tema) e poi ha deciso che voleva tornare capocannoniere. A quel punto, a stomaco pieno, Allegri gli ha concesso la standing ovation, ma Morata di fame ne aveva. E così anche lui si è iscritto nel registro dei doppiettisti di giornata.

Insomma, allo Juventus Stadium si sono spellati le mani. In curva. Si sono divertiti, in tribuna. Anche perché la difesa a quattro non ha messo la catena a Lichtsteiner: tutt’altro. Lo svizzero ha segnato un gran gol e fatto da cannone per gli attaccanti. L’unico dubbio, in tanto ben di Dio, è la capacità di Pirlo di giocare in un modulo simile. Dopo la sosta se ne riparlerà.

alessandropignatelli

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