La Serie A degli stranieri: ben 60 quelli inutili

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Se l’Italia ha fallito miseramente ai Mondiali di Brasile 2014, qualcosa che non va nel calcio italiano deve pur esserci. Assodato il gap di fatturato con i più blasonati campionati europei – Inghilterra e Spagna non hanno comunque fatto meglio di noi alla Coppa del Mondo – rimane il nodo relativo al lancio delle nuove generazioni: se la Juventus, il club che domina incontrastato da tre anni, compra decine e decine di giovani ma non ne lancia nemmeno uno, un motivo ci sarà. La pazienza non è l’arte dei presidenti italiani, almeno della maggior parte, impegnati a dare risposte e subito ai tifosi esigenti. Magari presentando in pompa magna calciatori stranieri di modestissimo valore, ma che tanto entusiasmo possono suscitare sotto l’ombrellone.

La Gazzetta dello Sport ha così analizzato l’ultima stagione di Serie A, scoprendo che il 54,1% degli stranieri presenti nel nostro massimo campionato ha giocato di più in termini di minutaggio rispetto ai calciatori nostrani. Ben 10 squadre su 20 hanno dato più opportunità agli stranieri che agli italiani. Eppure, sono ben 109 i calciatori provenienti da altri Paesi che hanno collezionato meno di 8 presenze da titolari, mentre ben 60 stranieri non hanno praticamente mai visto il campo. Un dato che cozza contro la media voto degli ultimi tre anni, che vede gli italiani giocare meglio dei colleghi stranieri.

Il record spetta all’Inter che ha schierato il 92,2% di stranieri contro il 7,8% di italiani durante l’ultimo campionato. Predilige gli stranieri anche il Napoli di De Laurentiis e il Catania di Pulvirenti, ora retrocesso in serie B. A spingere verso l’acquisto di stranieri, le richieste meno esose e la speranza che su prima o poi dai tanti acquisti ‘esotici’ verrà fuori il campione che rivenduto farà la fortuna del club nostrano. È così, dunque, che i nostri giovani Under 21 Caldirola e Donati si sono accasati in Bundesliga e il portiere del futuro, Scuffet (17 anni) si trova ad un passo dall’Atletico Madrid. Buffon, all’età del portiere Udinese fu lanciato in A dal Parma e fece irruzione nel grande calcio, possibile che non ci sia un top club in Italia disposto a puntare sull’estremo difensore friulano? Un vero peccato, visto che poi siamo capaci di puntare su Helder Postiga, Tomasz Kupisz o Erik Friberg, gente che il campo quest’anno lo ha visto praticamente col binocolo.

Mirko Nicolino

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