Interessante intervista del Corriere della Sera a Rafael Leao, eccone alcuni stralci. “Il Milan è un grandissimo club con oltre 500 milioni di tifosi, il vero elemento fondamentale del calcio, trovo giusto cercare di coinvolgere ed emozionare ciascuno di loro. Affronto le cose che mi capitano con determinazione e quello che chiamo lo «spirito del surfista»: se non riesci a cavalcare un’onda, sai che dopo ne arriva un’altra e allora bisogna farsi trovare pronti“.
“Il calcio ha le stesse radici della vita: bisogna essere consapevoli delle proprie forze e continuare a lavorare per migliorarsi. Sempre. Il calcio senza tifosi è un’altra cosa, non c’è altro da aggiungere. Quest’anno a San Siro è venuto a sostenerci oltre un milione di persone totali, senza considerare quante volte in trasferta era come giocare in casa. Per carità, quella è una cosa a cui non penso, il mio valore reale è un’altra cosa. Dio mi ha regalato il talento e io devo esserne grato e continuare a lavorare duro per non sprecarlo. Io un riferimento per i tifosi? Sono orgoglioso di questo. Sono ancora giovane e so che devo crescere sotto tutti i punti di vista. Però pensare di essere considerato un esempio per i più giovani certamente mi rende molto felice. Ma è anche una responsabilità, una cosa da tenere bene a mente ogni giorno“.
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