Gianluigi Lentini, ex calciatore con un passato in Serie A ha parlato a La Repubblica del suo rapporto con il mondo del calcio dopo il ritiro.
MONZA – «Ho riscoperto il calcio dopo esserne stato lontano per tanto tempo. Faccio scouting in Piemonte per il Monza del dottor Galliani, che ho conosciuto negli anni rossoneri e mi è stato sempre vicino. Mi piace andare a vedere le partite dei ragazzini, per cercare se c’è tra loro qualche perla nascosta».
TORINO – «La stagione della finale di Coppa Uefa contro l’Ajax fu formidabile: avevamo dato una lezione di calcio anche al Real Madrid. E poi c’era Mondonico, un uomo eccezionale. Quando mi volle all’Atalanta, nella seconda parte della carriera, mi chiamò e mi disse: “Gigi, hai finito le vacanze? Vuoi venire con noi?”. Andò molto bene. Mi sentivo di nuovo io».
MILAN – «Esperienza deludente? Ma no, il primo scudetto fu bellissimo. Purtroppo, quella sera in macchina cambio tutto, però è già tanto non essere morto. Sono vivo, vegeto e lucido e mi basta così. Per cui, dico grazie alla sorte».
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