L’ad dell’Inter Beppe Marotta, nell’intervento alla Luiss di Roma, parla così della sua carriera e di alcune scelte difficili che ha dovuto compiere.
ANIMA DI UN CLUB – «L’essenza di un club sono logo e storia, non c’è presidente o calciatore che sia superiore. Quando nel 2010 sono arrivato alla Juve ho cambiato tutti i ruoli, dal magazziniere al marketing, attingendo all’interno dell’azienda. Matteo Fabris, che era un impiegato del settore giovanile, è diventato team manager e lo è ancora oggi. Bisogna delegare, dare potere a chi è sotto di te. Va data a tutti anche la possibilità di sbagliare. Ma se non si sa chi sia il colpevole di un errore vuol dire che la struttura non funziona bene. Fare sintesi e decidere, coordinando e assumendosi le proprie responsabilità».
JUVE E SCELTE DIFFICILI – «Quando sono arrivato alla Juve mi sono ritrovato a mandare via dei campioni del mondo come Camoranesi. Ma bisogna avere la forza e la capacità di farlo. Non ho mai cambiato allenatore a stagione in corso. Anche perché ancora oggi non so quale sia la percentuale di merito di un tecnico che vince. Secondo me è una componente importante, ma molto fanno i giocatori. Con Allegri abbiamo iniziato la stagione e ci siamo ritrovati tredicesimi, ho chiamato Buffon, Chiellini e Barzagli per capire la situazione, appurato che l’allenatore non c’entrava siamo andati avanti con lui. E abbiamo vinto lo scudetto».
L’articolo Marotta: «A volte bisogna avere la forza e la capacità di fare questo» proviene da Inter News 24.
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